Farmacie: le soluzioni al vaglio del governo

Il tema delle liberalizzazioni, che sta letteralmente infiammando le associazioni di categoria, potrebbe portare a delle interessanti sorprese per i cittadini italiani. In particolare stanno generando molto clamore quelle relative alle farmacie, un tema estreamente delicato per il quale il quale il governo sta valutando delle soluzioni di compromesso davvero molto interessanti. La più probabile è quella che vede un aumento dei punti vendita specialmente in prossimità di areoporti, stazioni ferroviarie e autostrade, ossia in tutti quei luoghi ad alto transito dove oggi scarseggiano i punti vendita. La norma al vaglio del governo prevederebbe delle novità importanti anche per quanto riguarda le vendite dei medicinali di classe C, il tutto finalizzato ad aumentare la concorrenza per portare ad una maggiore e migliore offerta per i cittadini.

Tuttavia le associazioni dei farmacisti stanno facendo delle fortissime pressioni per “limitare i danni” su quelli che, ovviamente, sono gli interessi da imprenditori di una categoria che svolge un ruolo chiave nella vita della collettività. Ma quali vantaggi potrebbero esserci da una liberalizzazione del settore farmaceutico per noi comuni cittadini?

Si tratta, come gli stessi farmacisti denunciano, di uno spudorato favore alla grande distribuzione?

Per prima cosa c’è da sottolineare che l’ultima soluzione che il governo sembra stia ultimando prevede la vendita dei farmaci di classe C con ricetta (da cui sono escluse alcune categorie di medicinali come stupefacenti, ormoni, medicinali iniettabili e con ricette non ripetibili) potrà essere consentita anche nelle parafarmacie e nei centri della grande distribuzione solo in quelle regioni dove non saranno state aperte almeno l’80% delle nuove farmacie previste entro il 1 Marzo del 2013.

Rispetto a quanto previsto inizialmente si tratta sempre di un interessante cambiamento che non penalizza in maniera estrema i farmacisti lasciando loro il compito primario (come reputiamo giusto che sia) di distribuire i farmaci a meno che le regioni non assolvano a propri obblighi.

L’obiettivo, ovviamente, è quello di permettere ai cittadini di avere la possibilità di acquistare a prezzi più vantagiosi risparmiando sull’acquisto delle medicine. La soluzione di imporre l’apertura di nuove farmacie (ovviamente l’apertura sarebbe limitata ai nuovi imprenditori e non a chi gestice già una farmacia) sembra, quindi, quella più interessante ma, anche, la soluzione che potrebbe mettere d’accordo tutti evitando il rischio che sia la grande distribuzione a vendere i medicinali di classe C.

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