Debito pubblico in calo a Febbraio

Finalmente arriva una buona notizia dal fronte del debito pubblico nel nostro paese. Dal supplemento Finanza Pubblica al Bollettino Statistico della Banca d’Italia risulta, infatti, che a Febbraio il debito è sceso di ben 6,8 miliardi di euro scendendo a 1.928,2 miliardi di euro. Ovviamente si tratta sempre di un debito pubblico “mostruoso” che va assolutamente ridimensionato nel minor tempo possibile ma la nota positiva è che dopo il record dello scorso mese finalmente si torna a scendere. Quello che bisognerà accertare nelle prossime settimane è se si tratta di un episodio sporadico o se il governo sia realmente riuscito ad invertire il trend. Nel secondo caso si tratterebbe di una svolta estremamente importante che potrebbe garantire una maggiore credibilità della nostra economia sui mercati finanziari.

Insomma un dato moderatamente positivo che ridà fiducia all’azione di governo impegnato, in questi giorni, nell’approvazione della riforma del lavoro giudicata, dallo stesso Monti, come un passaggio fondamentale per la crescita del nostro paese e per la tenuta del governo stesso che, altrimenti, rischierebbe di andare a casa lasciando l’Italia in un momento difficilissimo.
Il calo registrato sul fronte del debito pubblico è dovuto, in parte, all’aumento delle entrate tributarie che cresce del 4% contro il 5,4% della Germania, il 10,2% della Francia e il -8,4% della Spagna. I vertici della Banca d’Italia fanno sapere che “Tale riduzione riflette la diminuzione delle disponibilità del Tesoro presso la Banca d’Italia (-16 miliardi), parzialmente compensata dal fabbisogno del mese (8,8 miliardi) e dall’impatto degli scarti di emissione e delle variazioni del cambio (0,5)“.

Tuttavia prima di lasciarsi andare a facili entusiasmi è bene verificare se il trend verrà confermato anche per il mese di Marzo o se si rivelerà l’ennesimo fuoco di paglia.

Non bisogna dimenticare, infatti, che dal 31 Dicembre 2011 agli ultimi dati di Febbraio 2012 il debito è comunque aumentato dell’1,63% ossia di ben 31 miliardi. L’inversione di tendenza dovrebbe spingere il debito pubblico sotto quota 1.900 miliardi prima e sotto quota 1800 miliardi di euro come secondo step.

Una discesa sotto il valore di 1800 miliardi di euro nell’arco di un paio di anni consentirebbe al nostro paese di dover sostenere minori costi di rifinanziamento dando vita ad una spirale virtuosa che potrebbe ridanere energia e credibilità alla nostra economia.

Tuttavia c’è pur sempre da considerare che il quadro generale resta molto delicato con lo spread tra Italia e Germania che resta in prossimità dei 375-380 punti base, ossia in un range molto vicino alla soglia di massimo pericolo dei 400 punti base. Attenzione anche alle tensioni sul debito spagnolo (al momento il più grande pericolo per l’eurozona) che si attesta sempre intorno ai 425-430 punti base e a quello francese che continua a salire fermandosi intorno ai 125 punti base.

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