Terremoto in Emilia: comincia la conta dei danni

La tragedia del terremoto in Emilia Romagna costata la vita a 7 persone ci ha lasciato davvero senza parole. Tuttavia essendo questo un giornale online dedicato all’economia e alla finanza ci vediamo costretti a mettere da parte le considerazioni sociali per affrontare i risvolti economici di quanto accaduto. Così, con un po di buona volontà mettiamo da parte le nostre emozioni e cerchiamo di capire quali ripercussioni avrà questo tragico accadimento sulle nostre finanze. Questo perchè stando ad una primissima stima i danni sono stati davvero molto ingenti sia per quanto riguarda i danni subiti dalle strutture pubbliche che per quelli subiti dai privati e, in particolare, dalle aziende. Insomma una tragedia che, oltre ad aver fatto ben 7 vittime, rischia di aggravare la già difficile situazione finanziaria della zona al punto tale che già qualcuno comincia a ipotizzare l’arrivo di una nuova tassa per finanziare la ricostruzione delle zone colpite dal sisma.

Così ecco che a meno di 24 ore dal sisma di magnitudo 5.9 che ha investito l’Emilia Romagna e, in particolare, le province di Modena, Ferrara e Bologna, inizia la prima conta dei danni. Il ricordo va inevitabilmente all’Aquila e alla sua ricostruzione promessa ma mai avvenuta come è possibile riscontrare visitando la città ancora oggi semi deserta nelle aree più colpite.

Con la speranza che stavolta si agisca tempestivamente e con maggiore serietà evitando proclami sensazionalistici e agendo concretamente per ripristinare i danni cerchiamo di capire quale sia l’entità del disastro.

Danni alle aziende agricole

Anche se le prime stime non sono mai perfettamente attendibili è possibile comunque tracciare un bilancio provvisorio piuttosto attendibile. Basti pensare che solo il Consorzio del Grana Padano ha comunicato di aver perso nel sisma ben 400 mila forme di formaggio e diversi capannoni industriali per un valore complessivo di 250 milioni di euro.

Danni gravissimi che hanno spinto il direttore generale, Stefano Berni, ha lanciare un appello alla Pubblica Amministrazione “affinché tenga in dovuta considerazione quanto accaduto e ponga in essere quanto in suo potere e di sua competenza, con la necessaria sollecitudine, per consentire una rapida ripresa della normalità“.

Ovviamente sono ancora da stimare i danni alle altre aziende della zona (sembrerebbe siano state danneggiate in maniera molto forte alcune piccole industrie della lavorazione della ceramica) ma stando alle immagini da noi visionate parliamo di decine di milioni di euro di investimenti necessari per tornare alla normalità. Un danno gravissimo che va ad aggiungersi al momento di estrema difficoltà dovuto alla crisi economica.

Danni a case e strutture pubbliche

I danni alle abitazioni non sono stati ancora calcolati ma quello che è certo è che sono altrettanto gravi. Le forti scosse di assestamento hanno provocato crepe nei muri di molte abitazioni rurali tanto che ci vorranno diverse settimane affinchè si possa fare una stima precisa dei danni subiti dal territorio. Quello che è certo è che le zone più colpite necessiteranno di forti interventi sia per la ricostruzione dei palazzi crollati che per la messa in sicurezza di quelli danneggiati.

Per quanto riguarda le strutture pubbliche i danni sono ancor più gravi perchè oltre ai fondi necessari per la ricostruzione si devono calcolare anche i danni relativi alla non lavorazione come nel caso dei numerosi musei della zona di Ferrara e in particolare la Pinacoteca Nazionale, il museo Archeologico e Casa Romei che dovranno rimanere chiusi per diversi giorni in attesa di una valutazione sull’agibilità degli edifici.

Qui di seguito ecco un video che mostra le immagini girate dalle telecamere rai nelle zone colpite dal sisma

Possibile l’introduzione di nuove tasse?

Secondo una nostra primissima valutazione potrebbero essere necessari oltre 1,5 miliardi di euro per far fronte a tutti i danni provocati dal terremoto. Al momento le principali indiscrezioni sembrano propendere per un accisa sui carburanti (l’ennesima) come previsto dalla riforma della Protezione Civile approvata nemmeno un mese fa. ovviamente il peso di una nuova accisa deve assere valutato in maniera molto attenta dal governo in quanto peserebbe in maniera eccessiva sui bilanci familiari.

Con questo non vogliamo dire che non debba essere la collettività a farsi carico delle spese per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto, tutt’altro! Quello che vogliamo sottolineare è che la precarietà delle finanze delle famiglie italiane impone al governo la massima cautela nel introdurre accise sui carburanti che, indirettamente, vanno a colpire anche i pressi dei generi alimentari.

Insomma se da un lato è doveroso che ciascuno di noi faccia la sua parte dall’altro il governo deve cercare di trovare i soldi nel modo più indolore possibile per evitare di dare la mazzata definitiva alle famiglie italiane e alla nostra economia.

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