Affitti: i prezzi rimangono stabili

Stando ad uno studio realizzato da Solo Affitti i prezzi degli immobili in locazione sembrerebbero essere rimasti invariati nonostante l’arrivo dell’Imu che farà lievitare i costi sostenuti dai proprietari. Insomma il temuto effetto Imu sugli affitti sembra che possa essere scongiurato, almeno per il momento. A nostro avviso era comunque impensabile che i canoni di affitto potessero essere visti al rialzo in quanto il contesto economico non lo consente. Con le famiglie schiacciate dalla morsa di una tassazione sempre più pesante e una continua perdita del potere di acquisto sarebbe difficile pensare che si possa pensare di aumentare in maniera sostenibile i canoni di affitto. Inoltre non bisogna dimenticare che il canone di affitto deve sempre essere più basso rispetto all’equivalente rata di mutuo necessaria ad acquistare l’immobile altrimenti verrebbe meno la convenienza stessa della locazione.

Detto questo vediamo un po di numeri. Secondo Solo Affitti nei primi 4 mesi dell’anno solo l’11% dei canoni di locazione ha fatto registrare aumenti a causa dell’Imu. Gli aumenti sono più significati al sud (con picchi del 25%) e in alcune zone centrali delle grandi città (ad esempio in alcune aree del centro di Milano circa il 90% degli affitti è stato aumentato per colpa dell’Imu).

Tuttavia è interessante capire anche a quanto ammontino gli aumenti rilevati da Solo Affitti: nel 66% dei casi si tratta di uamenti nell’ordine dei 50 euro al mese, nel 33% contenuti entro i 100 euro al mese e solo nell’1% si tratta di umenti superiori ai 100 euro al mese.

Da notare come alcuni comuni applichino delle aliquote agevolate per chi non tiene le case sfitte, come nel caso di Firenze che applica l’aliquota massima qualora l’immobile come seconda casa risulti sfitto (1,06 per mille) e l’aliquota minima (0,4 per mille) per chi lo da in locazione. Questo viene fatto per favorire gli affitti ed evitare che i prezzi aumentino troppo.

Inoltre tenere vivo il mercato delle locazioni può contribuire ad evitare il crollo del valore del mercato immobiliare fattore determinante per evitare di dare vita nel nostro paese ad una recessione economica ancor più violenta di quella che stiamo attraversando.

A differenza di quanto avvenuto in altri stati europei o negli Stati Uniti, infatti, il mercato italiano seppur in leggero ribasso dai massimi del 2006 si sta dimostrando abbastanza solido e, in parte, è proprio questo che sta tenendo a galla il paese.

Un’eventuale debacle del settore immobiliare, infatti, provocherebbe un violento deterioramento della crisi con un inevitabile rischio insolvenza per i crediti bancari. Insomma ci proietterebbe in una dimensione della crisi molto simile a quella della Spagna.

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