Europa: ora il rischio arriva dai governi locali

Mentre ci prepariamo ad affrontare uno dei mesi più importanti della storia europea in cui si deciderà il futuro della moneta unica il vecchio continente deve cominciare a preoccuparsi anche di un altro problema che rischia di mettere in forse anche quel minimo di crescita su cui si punta per rilanciare l’economia: i governi locali. Parliamo delle regione, dei comuni o degli altri enti locali che, nella struttura Europea, sono quelli che si occupano di gran parte degli investimenti sul territorio. Il caso più eclatante, fino ad ora, è stato quello della Catalonia in Spagna il cui governo locale ha dichiarato di aver difficoltà per circa 20 miliardi di euro. Tuttavia sono proprio le difficoltà territoriali che rischiano di mettere a rischio la crescita dell’eurozona . Tanto per fare un esempio solo in Francia i governi locali contribuiscono al 70% per gli investimenti pubblici. Ora il problema è che anche le banche, che hanno chiuso i rubinetti per far fronte alle regole più restrittive imposte dall’Europa, concedono molti meno finanziamenti agli enti locali di quanto non facciano in passato.

In sostanza le banche concedono meno finanziamenti ai governi locali per poter soddisfare i requisiti di solvibilità che si sono fatti più stringenti da quando è esplosa la bolla dei debiti sovrani. Insomma il tutto rischia di trasformarsi in un cane che si morde la coda perchè l’Europa, in questo momento, proprio non si può permettere di rivedere nuovamente al ribasso le stime di crescita.
Per cercare di capire meglio il problema a cui ci troviamo di fronte cerchiamo di dare qualche numero prendendo in considerazione Francia, Spagna e Italia.

In Francia solo i comuni e gli ospedali hanno una necessità di finanziamento annuo di circa 20-22 miliardi di euro ma quest’anno è probabile che non riescano ad ottenerne più di 10 creando un danno enorme al tessuto sociale ed economico perchè si realizzeranno meno strutture per i cittadini e perchè si darà molto meno lavoro alle aziende.

In Spagna il governo ha già dovuto attivare una linea di credito di circa 35 miliardi per evitare che alcune regioni (tipo Valencia e, appunto, la Catalonia) risultassero insolventi non riuscendo a far fronte ai propri debiti.

In Italia la situazione non va tanto meglio visto che è risaputa la mostruosa mole di debiti in pancia alle regioni: solo la regione Lazio può “vantare” (si fa per dire) ben 11 miliardi di euro di debito mentre la regione Piemonte ne conta quasi 7.

Insomma la situazione non è delle più rosee ma il rischio più grande, che di fatto sta già dando i primi effetti in questi primi mesi del 2012, è che la crescita subisca una battuta d’arresto molto più violenta di quanto non abbia fatto finora. Da una parte le banche hanno chiuso i rubinetti ai governi degli enti locali, dall’altro il dover far fronte ai debiti pregressi spinge a investire meno sul territorio.

La conseguenza è che le aziende di tutta Europa che erano solite lavorare per comuni e regioni stanno affrontando una crisi senza precedenti tanto che spesso si finisce con il chiudere la propria attività anche perchè ottenere credito in banca per molte aziende è letteralmente impossibile.

E quando le aziende chiudono aumenta la disoccupazione che, vale la pena ricordarlo, già è molto alta (11% la media dell’eurozona).

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