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Elezioni 2013: quali le ripercussioni sui mercati?

Come tutti ben sanno gli italiani hanno ancora tempo oggi per poter votare e scegliere il nuovo governo. L’appuntamento, stavolta, è più delicato che mai perchè lo schieramento che vincerà queste elezioni 2013 avrà l’arduo compito di guidare il paese in un momento “critico” dal punto di vista economico e sociale. Oggi più che mai l’Italia ha bisogno di una guida forte che sappia varare i provvedimenti giusti per arginare questa crisi che sta mietendo vittime tra imprese e lavoratori ad un ritmo sconcertante. Il rischio è quello di fare la fine della Spagna o, ancora peggio, di quello della Grecia dove il numero di poveri è cresciuto a dismisura negli ultimi 2 anni stremando il paese e l’intera popolazione.

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Ma cosa accadrà in caso di vittoria di uno schieramento piuttosto di un’altro? Che vinca Bersani, Berlusconi, Monti o Grillo come reagiranno i mercati? Ovviamente la risposta l’avremo solo domani quando i risultati delle elezioni saranno pressochè certi e le borse ci riveleranno l’impatto finanziario di questa tornata elettorale.

In attesa di questo non possiamo far altro che fare delle frivole supposizioni che, diciamocela tutta, servirebbero a ben poco. Non ci resta, quindi, che andare a rileggerci i programmi elettorali dei diversi schieramenti analizzando i punti che riguardano prettamente l’economia.

Partiamo da quella che potrebbe rivelarsi la sorpresa di questo 2013, ossia il Movimento 5 Stelle.

 Introduzione della class action
• Abolizione delle scatole cinesi in Borsa
• Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate
• Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate
• Abolizione della legge Biagi
• Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno
• Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale
• Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite
• Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi reati
• Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia)
• Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato
• Abolizione delle stock option
• Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato
• Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi
europei
• Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e
con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai
servizi senza bisogno di intermediari
• Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come
amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa
• Favorire le produzioni locali
• Sostenere le società no profit
• Sussidio di disoccupazione garantito
• Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia).

 

Come è facilmente intuibile il M5S punta tutto sullo snellimento del processo economico eliminando i monopoli di fatto e ottimizzando la spesa pubblica, vero cruccio del nostro paese.

Per leggere per intero il programma del M5S vai qui.

Per quanto riguarda il PD, invece, non mi è possibile riassumerlo come fatto per il M5S perchè il programma è molto più articolo e intreccia i vari argomenti. Provo a riassumere i punti salienti consapevole che, sicuramente, finirò con il dimenticarmi qualcosa (perdonatemi se dovesse accadere). Se qualcuno volesse intervenire correggendo qualche mio errore può farlo nei commenti in fondo alla pagina.

In sostanza il Pd punta su green economy, sul rinnovamento della scuola e sulla riforma del lavoro. Interventi sono in programma anche per rimodulare la pressione fiscale e per rilanciare settori strategici come quello agricolo.

Per leggere il programma del Pd vai qui.

Per quanto riguarda il Pdl ci comporteremo come nel caso del Pd, quindi vale la stessa medesima premessa. Se dovessi dimentacarmi qualcosa siete pregati di segnalarmelo nei commenti qui sotto.

Il pdl punta gran parte del suo programma sul taglio delle imposte e, in particolare, sull’eliminazione dell’Imu. Inoltre vanno segnalati altri punti importanti presenti sul programma come la riduzione dei costi della politica e i programmi di sostegno a favore di famiglie e imprese.

Per leggere il programma del PDL vai qui.

Ovviamente queste sono solo le solite promesse elettorali. Bisogna vedere se i partiti rispetteranno i loro programmi o, come spesso accade, i punti salienti rimarranno solo promesse fatte per accaparrare voti qui e la. Per quanto mi riguarda spero che chiunque vinca lo faccia con una maggioranza solida che dia la possibilità di governare con stabilità.

Questo perchè, a mio modestissimo avviso, quello che potrebbe spaventare maggiormente i mercati è una fase di instabilità politica. Insomma abbiamo bisogno di ripartire e per farlo ci vuole un governo solido che faccia le scelte giuste. Fino ad oggi questi signori ci hanno deluso, speriamo (da inguaribili ottimisti) che stavolta sia diverso.

Foto: Mondo Informazione

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