Bonus 80 euro anche per chi diventa mamma

matteo renziIl luogo per l’annuncio non è proprio quello più istituzionale (il salotto di Barbara D’Urso), ma il senso del comunicato è comunque lo stesso: da gennaio gli 80 euro di bonus verranno estesi anche alle neomamme, per un totale di tre anni. Una estensione che pertanto, oltre a coloro i quali prendono meno di 1.500 euro al mese, finisce per ricomprendere anche tutte le mamme che fanno un figlio, per un intervento complessivo di 500 milioni di euro.

Logico ritenere che l’annuncio in diretta tv abbia fatto suscitare un ripercorrersi di curiosità e sete di dettagli. Ed è proprio sulla base di tali impulsi che poco dopo le fonti di Palazzo Chigi precisano che il bonus sarà garantito solamente per i redditi sotto i 90 mila euro (sebbene non si sia precisato se si tratta di reddito personale o nucleo familiare, sembra prevalere la seconda ipotesi).

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So cosa vuol dire comprare pannolini, biberon e spendere per l’asilo. È una misura che non risolve un problema ma è un segnale” – afferma Renzi, che poi non perde tempo per punzecchiare gli oppositori, di qualsiasi natura essi siano: “Sono arrabbiati un po’ tutti: Regioni, sindacati, magistrati… io non ho la verità in tasca. Noi siamo al governo da 8 mesi e o tutti facciamo uno sforzo insieme, restituendo i soldi ai cittadini o non c’è futuro. Le Regioni sono arrabbiate? Gli passerà”.

Ad ascoltare le dichiarazioni successive, sembra proprio che siano le pensioni le principali indicate a solleticare i fastidi del premier, che tende a precisare in modo diretto che “siccome per vent’anni hanno sempre pagato le famiglie, ora se iniziamo a fare un pò di tagli ai ministeri e alle Regioni, non è che si possono lamentare”.

Tutto qui? Non proprio, perchè poi Renzi vuole fortemente precisare la sua contrarietà circa l’ipotesi di tagli alla Sanità paventata dagli enti locali. Il presidente del Consiglio aggiunge in proposito che “è una vergogna solo a dirlo. Non tagliamo i servizi ai cittadini. Contemporaneamente però ci sono spese che tranquillamente si possono tagliare. Non è strano che una siringa in una parte d’Italia costi il doppio rispetto a un’altra? E non ci saranno troppi supermanager?”.

“Guerra” con le regioni a parte, il premier ha infine precisato che quanto al Tfr in busta paga, ogni cittadino avrà la libertà di “fare come gli pare”.

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