Disoccupazione agricola: quando e come ottenerla

La disoccupazione agricola è una particolare indennità che va a beneficio di quei lavoratori iscritti agli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli, ma non è sufficiente rispondere a questa condizione per far sì che si possa usufruire di tale agevolazione. Per questa ragione intendiamo andare nel dettaglio facendo luce su questo particolare istituto, sui suoi beneficiari, sui requisiti e sulle modalità di presentazione della domanda.

Disoccupazione agricola: a chi spetta

Per godere di tale indennità occorre essere:

  • operai a tempo indeterminato
  • piccoli coloni
  • compartecipanti familiari
  • operai agricoli a tempo indeterminato che lavorano solo in un determinato periodo dell’anno
  • piccoli coltivatori diretti che completano la quota di iscrizione agli elenchi nominativi per mezzo di versamenti volontari

Tutto ciò non fa che escludere come di conseguenza tutta un’altra categoria di persone: non possono accedere alla disoccupazione agricola i lavoratori extracomunitari aventi un permesso di soggiorno per lavoro stagionale, i lavoratori che dovessero presentare la domanda oltre i termini previsti, i lavoratori iscritti alle Gestioni autonome o alla Gestione Separata con un numero di giornate lavorative superiori rispetto a quelle accumulate in qualità di lavoro dipendente. E poi ancora: nessuna agevolazione di questo genere è prevista per i lavoratori che siano già titolari di pensione e per i lavoratori che si dimettono volontariamente (ad eccezione di lavoratrici madri e di coloro i quali si licenziano per giusta causa).

Disoccupazione agricola: gli altri requisiti

Abbiamo già visto quali categorie di lavoratori possano rientrare nella fattispecie di questa indennità, anche se in realtà non è sufficiente rientrare in uno di quei punti per potersi ritenere idonei alla riscossione della disoccupazione agricola. Le norme prevedono infatti che, oltre quelli già visti, siano soddisfatti i seguenti punti:

  • I lavoratori agricoli che intendono avvalersi di questo istituto devono risultare iscritti agli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti a tempo indeterminato, relativamente all’anno nell’ambito del quale si effettua la domanda. O in alternativa devono avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per parte dell’anno a cui si riferisce la prestazione stessa.
  • I soggetti interessati devono poi aver accumulato due anni di anzianità relativamente all’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (lo si può fare tramite due canali: iscrivendosi agli elenchi agricoli per due anni di tempo oppure iscrivendosi agli elenchi per l’anno a cui si riferisce la prestazione ma avendo devoluto contributi contro la disoccupazione involontaria).
  • Ultima condizione è infine quella di aver accumulato 102 contributi giornalieri nell’arco del biennio a cui si riferisce l’indennità.

Disoccupazione agricola: quanto spetta al beneficiario?

Veniamo ora alla misura dell’indennità. La disoccupazione agricola si basa sul numero di giornate lavorate a cui si dovranno poi detrarre le giornate di lavoro effettuate in qualità di dipendente agricolo e non agricolo, le giornate lavorate in proprio e le giornate già indennizzate ad altro titolo unitamente a quelle non indennizzabili. Preso atto di ciò l’ammontare della disoccupazione equivale al 40% della retribuzione di riferimento; anche in questo caso occorrerà però apportare una detrazione, ovvero il 9% per ogni giornata di indennità di disoccupazione erogata quale titolo di solidarietà (tale trattenuta ha luogo per un tetto massimo di 150 giorni).

Disoccupazione agricola: domanda e pagamento

Appurata l’esistenza dei requisiti, il lavoratore può a questo punto procedere con la presentazione della domanda servendosi dei servizi telematici (ovvero inserendo l’apposito PIN e il codice fiscale personale all’interno del portale Inps), rivolgendosi in via del tutto gratuita ad un qualsiasi ente di patronato, o in alternativa contattando i numeri 803164 (da telefono fisso) e 06164164 (da telefono cellulare).

Ma ci sono anche delle tempistiche entro le quali occorre avanzare questo genere di richiesta. La domanda deve essere effettuata entro il 31 di marzo dell’anno successivo a quello in cui si è effettivamente vissuta la condizione di disoccupazione. Il pagamento dall’Inps avrà poi luogo in maniera totalmente automatica tramite accredito sul conto corrente bancario o postale del diretto interessato, oppure per mezzo di un bonifico effettuato su un qualunque ufficio postale dell’intero territorio nazionale.

Insomma l’iter burocratico da seguire per beneficiare della disoccupazione agricola è davvero molto articolato. Per questa ragione suggeriamo di chiedere consulto a qualche parere specializzato in materia (come può ad esempio essere l’Inps stessa o un ente di patronato) per far sì che ogni step venga minuziosamente adempiuto nel pieno rispetto delle norme vigenti. Qualora sussistessero i requisiti faremmo bene ad approfittare di questa occasione, soprattutto alla luce di una crisi economica che sta riducendo di molto le possibilità economiche di famiglie ed operatori economici, nonché in forza di uno Stato sociale che sembra sempre meno disposto ad aiutare i realmente bisognosi di assistenza.

In ogni caso, al di là di quanto detto sin’ora, farsi aiutare da qualche realtà esperta nel settore sarebbe estremamente utile anche e soprattutto per via dei continui mutamenti che interessano temi come questo. Le norme subiscono continue variazioni poiché fanno capo ad un settore particolarmente delicato per lo Stato giacché rappresenta uno dei canali di maggiore spesa per le finanze pubbliche.

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