PA tra fannulloni e altre novità: 11 decreti al vaglio del Governo

E’ ormai un po’ di tempo che il lassismo nella Pubblica Amministrazione indigna l’opinione pubblica: casi di persone che timbrano il cartellino per poi andarsene in pieno orario di lavoro a far la spesa, a farsi un giro in canoa o magari anche una pennichella sono parte di un fenomeno che in Italia ha purtroppo messo radici in pianta stabile. Ultimamente lo scandalo del cartellino ha sollevato un polverone sui privilegi e sull’inefficienza di una Pubblica Amministrazione assai lontana dagli standard europei e, ad oggi, ancora molto privilegiata rispetto a un mercato privato che certe condizioni se le può soltanto sognare. Ma sembra che quanto meno sul discorso dei fannulloni, il Governo abbia intenzione di intervenire e di farlo anche in tempi relativamente brevi: poche ore fa il Consiglio dei Ministri ha approvato 11 decreti attuativi per la riforma della Pubblica Amministrazione tra i quali spicca a sorpresa anche il famoso “licenziamento in 48 ore” per fannulloni e furbetti vari.

I decreti dovranno tuttavia passare all’esame del Parlamento prima di diventare applicabili, pertanto parliamo ad ora di pure bozze di legge che, in caso di esito positivo da parte delle Camere, potrebbero stravolgere (almeno un po’) il mondo della Pubblica Amministrazione italiana.

Licenziamenti in 48 ore ai fannulloni della PA: come funzionano?

Per quel che riguarda il fatidico punto dei licenziamenti resi più facili, il decreto attuativo messo a punto dall’esecutivo prevede che per tutti i dipendenti pubblici che hanno falsificato la loro presenza sul posto di lavoro, sia previsto il licenziamento in termini molto rapidi: entro 48 ore sarà predisposta la sospensione della retribuzione e anche quella dell’incarico.

Naturalmente questa procedura sarà da intendersi valida nel caso in cui il dipendente dovesse aver falsificato per davvero la sua presenza sul luogo di lavoro, pertanto non ci saranno margini per permettere al dirigente di “creare una situazione che non c’è”; ma nell’ipotesi in cui il dipendente dovesse mancare sul luogo di lavoro senza che nessuno denunci questo fatto, cosa accadrebbe? In questa fattispecie a pagarne le conseguenze sarà naturalmente il dipendente stesso, ma anche il dirigente responsabile che potrà rischiare il suo posto di lavoro (mentre finora era prevista una sola sospensione).

In realtà le norme attuali prevederebbero già il licenziamento per i dipendenti fannulloni, ma parliamo di una procedura talmente intrisa di burocrazia che alla fine dei fatti questi eventi si son sempre conclusi con un gran bel nulla di fatto (e laddove hanno dato luogo a licenziamenti, si è comunque trattata di una piccolissima percentuale rispetto a un fenomeno che è ben più endemico e diffuso). Ad oggi, non a caso, l’iter per il licenziamento prevedeva un percorso destinato a durare persino 120 giorni!

Ma non è finita qui, poiché il decreto attuativo sui furbetti della Pubblica Amministrazione prevede anche un’altra cosa: i dipendenti che con il loro comportamento comprometteranno la Pubblica Amministrazione e la sua immagine, potranno rischiare multe assai salate che possono persino arrivare alla decurtazione di 6 mesi di stipendio. Multe sono altresì previste anche per i complici che in qualche modo hanno agevolato, coperto o facilitato i comportamenti fraudolenti.

Riforma della PA: cosa prevedono gli altri decreti attuativi

Per quanto riguarda gli altri decreti attuativi messi nero su bianco dal Governo relativamente al comparto della Pubblica Amministrazione, facciamo un’analisi breve ma efficace di quanto viene previsto punto per punto.

  • Manager e dipendenti – Gli stipendi dei manager che sono a capo di aziende partecipate saranno fissati da un decreto ministeriale, con tanto di esclusione di buonuscite e premi nel caso di risultati economici negativi. Ai dipendenti delle partecipate sarà invece prevista la stampella della mobilità.
  • Servizi pubblici locali – I servizi pubblici locali che si occupano di servizi pubblici saranno incentivati ad aggregarsi sotto forma di simil distretti e saranno le Regioni ad occuparsi di tali ‘hub’. Inoltre saranno chiuse le partecipate con fatturato al di sotto del milione di euro e quelle con più amministratori che dipendenti: l’obiettivo è di passare dalle attuali 8mila a 1000.
  • Guardia forestale – Il corpo della Guardia Forestale sarà assorbito dall’Arma dei Carabinieri con tanto di passaggio di funzioni e di personale. Sono circa 7mila i forestali che passeranno all’Arma, mentre i contingenti riservati ai Vigili del Fuoco, alla Polizia e alla Guardia di Finanza saranno molto più limitati.
  • Numero di emergenza – Scompariranno tutti i numeri attuali di emergenza (vale a dire 118, 113, 115 e così via) poiché verranno tutti accorpati in un cosiddetto numero di emergenza unico, il 112.
  • PIN unico per la cittadinanza digitale – Ciascun cittadino avrà un proprio PIN unico affinché possa accedere ai servizi online delle varie divisioni della Pubblica Amministrazione.
  • Freedom Of Information Act – Per garantire una maggiore trasparenza sarà introdotto il Freedom Of Information Act in salsa italiana, ossia la pubblicazione degli archivi pubblici con tanto di possibilità per il cittadino di avere accesso a determinati dati senza obbligo di motivazione (se entro 30 giorni tali informazioni non perverrano, scattano le sanzioni dell’Anac).

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