Pensioni, ultime novità sulla flessibilità in uscita

pensioneDopo un po’ di silenzio si torna a parlare di pensioni ed in particolar modo del caldo tema della flessibilità in uscita. Il Governo ha annunciato di aver voluto rimandare il discorso alla prossima Legge di Stabilità per assicurarsi che la questione possa venire affrontata nel migliore dei modi e con garanzie anche in fatto di copertura economica, ma i sindacati non ci stanno ed hanno già organizzato una mobilitazione per il prossimo 2 Aprile per spronare l’esecutivo ad intervenire sulle pensioni nel più breve tempo possibile. La questione è sostanzialmente ancora del tutto aperta, con un Governo che prende tempo e con il popolo sindacale che chiede invece una forte accelerazione in materia.

Pensioni e flessibilità: nel PD c’è chi chiede un’accelerazione dei tempi

Ad intervenire a gamba tesa in questo discorso è ancora una volta Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera che già in passato abbiamo visto animare questo ardente dibattito (anche perché è sua una delle proposte che più si sono discusse sul fronte della flessibilità pensionistica). Ebbene, Damiano è tornato a commentare le ultime notizie concentrandosi sullo scontro che sta nascendo tra i sindacati e il Governo.

“Il tema delle pensioni sta tornando al centro della discussione politica – ammette Damiano – e di questo siamo molto soddisfatti. Ci stiamo battendo da anni su questo particolare argomento e sulle salvaguardie che devono essere garantite agli esodati”. Il presidente della Commissione Lavoro della Camera è perciò fiero del fatto che i sindacati stiano premendo sulla questione, poiché solo in questo modo ritiene possibile che l’esecutivo possa ripensarci e decidere di riesaminare la questione in via anticipata rispetto ai tempi che si è voluto dare. Del resto è lo stesso Damiano ad augurarsi che “il Governo possa iniziare a breve un confronto, soprattutto perchè è già a conoscenza delle nostre proposte in materia”.

Ma non solo Damiano, perchè all’interno dello stesso Partito Democratico si è voluto far sentire anche Piero Fassino in appoggio ai pensionati che stanno protestando contro il temporeggiare del Governo. Nei giorni scorsi un gruppo di lavoratori ha protestato anche dinanzi al Palazzo Civico di Torino, città di cui Piero Fassino è sindaco, chiedendo una riforma delle pensioni che porti equità, flessibilità e che dia delle tutele serie e definitive agli esodati. A questo proposito Fassino ha deciso di ricevere una delegazione dieci proecoci e ha dichiarato di appoggiare la riforma avanzata dal compagno di partito Cesare Damiano, proposta che anche in queste pagine abbiamo già illustrato e che prevede per i lavoratori la possibilità di uscire anticipatamente dal lavoro con 41 anni di contributi versati (indipendentemente dall’età).

Riforma delle Pensioni: il Governo frena e prende tempo

Ma la sollevazione popolare che si sta registrando tuttora su questo fronte, gli inviti fatti anche all’interno dello stesso Partito Democratico e l’incitamento pervenuto dal presidente dell’Inps Tito Boeri evidentemente non hanno scalfito più di tanto la posizione del Governo. Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, in un’intervista concessa al Corriere della Sera ha affermato che “un conto è fare il presidente dell’Inps, un altro governare” e che Boeri “può formulare proposte, ma spetta a noi decidere”.

Tramite queste dichiarazioni secche e pungenti, dunque, il ministro Poletti ha voluto ancora una volta ribadire che i tempi non sono sufficientemente maturi per parlare di una riforma del sistema pensionistico e che per quanto “la flessibilità delle pensioni la volessi già nel 2016, non si può mica pensare che la si possa fare in due minuti”. Poletti ricorda infatti che “occorre trovare i soldi, avere il via libera dell’Europa, individuare una soluzione che non penalizzi i più deboli. Non possiamo dare questa chance solo a chi ha una pensione tre volte la minima; e agli altri che sono i più sfavoriti cosa diciamo? Gli diamo anche un calcio negli stinchi?”.

La questione, insomma, almeno per il momento pare definitivamente rimandata alla prossima Legge di Stabilità. Governo – Sindacati, 1 a 0?

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