Alitalia, c’è l’accordo sul rilancio: si va a referendum

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Per Alitalia si respira aria di un terzo salvataggio. Tagli del personale e riduzione dei costi saranno i due pilastri di questo piano rilancio, o almeno questo è quanto risulta dal pre-accordo firmato da azienda, sindacati e associazioni professionali di categoria.

Ma non tramonta comunque un’ipotesi di finanziamento della liquidità (oramai allo stremo) da parte di Intesa Sanpaolo e Unicredit: i due istituti di credito potrebbero emettere bond con garanzia statale, esattamente come avvenuto per Mps e per le banche venete prossime al fallimento, con l’obiettivo di rastrellare liquidità laddove dovessero essercene i margini.

Sono fondamentalmente questi i punti attorno ai quali si sta delineando il piano di salvataggio dell’ex compagnia di bandiera. Insieme alla promozione di nuove campagne commerciali, ovviamente, perché continuerà ad esserci un gran bisogno di recuperare credibilità e valore nel mercato. Tuttavia il verbale di confronto sottoscritto dalle parti dovrà passare all’esame dei lavoratori, che potranno così spingerlo avanti o bloccarlo attraverso un’apposita consultazione referendaria. Se l’esito dovesse essere positivo, a quel punto verrà sottoscritto un accordo coerente e vincolante col verbale messo al voto.

Con la firma di questo documento, Alitalia ritiene “di avere sfruttato ogni margine di flessibilità”. I sindacati e le associazioni professionali, “presa consapevolezza della grave situazione aziendale e nella prospettiva di evitare il rischio di cessazione delle attività e le relative conseguenze, concordano che quanto scritto nel verbale sia ciò che è stato possibile ottenere nel lungo negoziato”. La soddisfazione deriva anche dal fatto che questo stesso verbale, oltre alle cose già viste, parla anche di una riduzione degli esuberi da 1338 a 980 unità.

Se il referendum, però, non dovesse ricevere il via libera dei lavoratori? A quel punto le banche non conferiranno ulteriore liquidità ad Alitalia che rischierebbe così il commissariamento. Per veder riaperti i rubinetti del credito, insomma, Alitalia dovrà sforzarsi di ottenere l’ok al verbale redatto negli ultimi giorni, anche se ci sarà comunque bisogno di garanzie pubbliche sui successivi prestiti. Per questo sarebbe allo studio l’emissione di un bond senior Alitalia della durata di 2 o 3 anni, utile per fornire un prestito alla compagnia di bandiera e quindi utile per permetterle di uscire dalla grave crisi che la sta attraversando.

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