Da luglio conti correnti pignorabili senza passare dal giudice

Il pignoramento del conto corrente nel 2017 diventa molto più facile: con l’eliminazione di Equitalia e l’entrata in vigore della nuova Legge di Bilancio, i pignoramenti sui conti correnti bancari saranno più facili e veloci grazie alla caduta dell’obbligo di trasferire la pratica a un processo giudiziario. Solo con l’invio della cartella esattoriale, in pratica, l’Agenzia delle Entrate sarà autorizzata a disporre il pignoramento, poiché di fatto la cartella esattoriale avrà il valore di un atto esecutivo.

La Legge di Bilancio ha aumentato il potere in mano al Fisco sui capitali liquidi dei debitori, per cui è questa la ragione per la quale i pignoramenti si faranno sempre più frequenti e facili da attuare. Una volta abolita Equitalia e sostituita con la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione, quest’ultima avrà accesso ad ogni tipo di dato dei contribuenti italiani, anche ai dati gestiti dall’Inps.

Forte di questi dati l’Agenzia avrà il potere di applicare i pignoramenti sui conti correnti bancari in modo indipendente, ovvero senza l’obbligo di dover passare dai giudici.

E’ tutto scritto nell’articolo 3 del della legge 225/2016, cioè in quello dedicato proprio al potenziamento della riscossione: “L’Agenzia delle entrate – c’è scritto – può utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali è’ autorizzata ad accedere sulla base di specifiche disposizioni di legge, anche ai fini dell’esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale”. E poi: “L’Agenzia delle entrate può acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche banche dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale”.

Un controllo delle informazioni decisamente più ampio e un potere esecutivo assolutamente più forte faranno insomma dell’AdE-Riscossione un ente non poi così docile come è stato fatto credere finora, ma anzi, se vogliamo persino più spregiudicato della tanto contestata Equitalia (che a questo punto si rischia seriamente di dover rimpiangere!).

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