Licenziamenti anche nel settore farmaceutico

Se c’è un settore che credevo potesse rimanere al di fuori da ogni pericolo legato alla crisi economica è quello dell’industria farmaceutica, e invece ho dovuto ricredermi. Purtroppo, infatti, anche l’industria farmaceutica non è estranea alle logiche di mercato, ossia a quelle logiche che impongono ai manager di tagliare immediatamente il personale laddove si registri un calo degli ordinativi. Il costo per il personale rappresenta una voce di spesa troppo grande e importante che va a incidere in maniera significativa sul costo di produzione.

Infatti, è di questi giorni la notizia che alcune tra le maggiori multinazionali farmaceutiche stanno programmando tagli sul personale nelle loro filiali.

Merck, ad esempio, ha deciso di mandare a casa qualcosa come 7000 dipendenti e di chiudere il suo centro di Pomezia. Un notizia gravissima che metterà in seria difficoltà le tantissime famiglie coinvolte arrecando danni ingenti all’economia locale.

Insomma la crisi finanziaria, seppur in maniera minore rispetto ad altri settori, sembra non lasciare indenni neanche i colossi delle medicine che a fronte del calo degli ordinativi (calo che hanno subito specialmente i cosidetti “prodotti da banco”) non possono far altro che licenziare parte del proprio personale.

Di questo aspetto i media parlano davvero troppo poco. Fabbriche chiuse e stabilimenti accorpati con migliaia di persone lasciate senza lavoro meriterebbero la copertura mediatica che faccia carico delle coscenze popolari di quanto avviene.

Invece questo genere di notizie non trovano spazio nell’informazione di massa, quella in tv, sui quotidiani nazionali o sui grandi portali web. A nostro giudizio, invece, sono queste il genere di notizie a cui andrebbe dato il massimo risalto per far capire di quanto sia drammatica la situazione e di quante famiglie siano realmente in difficoltà.

Noi, nel nostro piccolo, continueremo a informarvi quanto più possibile su chiusure di fabbriche, di stabilimenti e di aziende che lascino senza lavoro decine, centinaia o migliaia di persone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi