Economia mondiale: semplice fase di stallo o preambolo del futuro declino?

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Economia europea in semplice fase di stallo o preludio di un futuro declino? Tenendo fede alle parole di Mario Draghi, che definisce l’attuale situazione “zona morbida”, non ci sarebbe nulla da temere; prendendo però come indice la fine degli acquisti di bond stabilita dalla BCE entro la fine dell’anno, tale morbidezza potrebbe durare più a lungo di quanto si pensi.

Peter Vanden Houte, principale economista della zona euro presso ING, ha dichiarato: “I mercati sono alla continua ricerca di notizie per verificare se quanto affermato dalla BCE sulla crescita economica nel secondo trimestre e sulla sua possibile futura accelerata sia vero. Un dubbio da sciogliere perché questa decelerazione economica si stamperà in modo marcato nelle mente di economisti e commercianti”.

Jan Smets, capo della banca belga e membro del Consiglio direttivo della BCE, considera queste basi di crescita futura come conseguenza di un mercato del lavoro in miglioramento, con relativi guadagni di reddito e di politica monetaria.

Mario Draghi potrebbe tornare su questo tema al forum della BCE sul sistema bancario centrale in Portogallo. Martedì è previsto un suo discorso, mentre il giorno successivo presiederà ad una riunione con il presidente della Federal Reserve degli Stati Uniti, Jerome Powell, il governatore della Banca del Giappone Haruhiko Kuroda e il capo della Reserve Bank of Australia Philip Lowe. Intanto, la stima sulla fiducia dei consumatori nella zona euro è in calo per il secondo mese consecutivo, con l’indice che per la prima volta da ottobre 2017 diventa negativo.

Molto probabilmente i dazi imposti da Trump all’Europa sulle importazioni di acciaio e allumino stanno iniziando a manifestare i primi effetti. Attualmente, a dare un po’ di conforto, è il calo dei prezzi del petrolio dopo una marcia al rialzo durata ben 11 mesi. Venerdì prossimo avverrà un incontro a Vienna tra i paesi facenti parte dell’OPEC, la Russia e altri produttori con l’intento di incrementare la produzione di greggio a partire da luglio.

In Gran Bretagna, la Bank of England (BoE) dovrebbe mantenere i tassi d’interesse sospesi, ma l’attenzione sarà focalizzata sulle indicazioni per il suo successivo mese di agosto; le probabilità di un aumento dei tassi sono incalzate da dati di produzione, utili e inflazione più bassi del previsto.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, sul fronte economico ci sono poche novità che possono influenzare i mercati ad una settimana esatta da quando la Federal Reserve ha aumentato i tassi di interesse per la seconda volta in questo primo semestre del 2018. La guerra commerciale globale potrebbe però entrare in una nuova fase di escalation dopo che Trump ha annunciato nuove tariffe per circa 50 miliardi di dollari sulle importazioni cinesi e Pechino ha minacciato di rispondere di conseguenza.

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