Juncker mette in guardia l’Italia su un’economia in chiara difficoltà

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Torna a farsi sentire la voce di Jean-Claude Juncker, capo della Commissione europea, sulla situazione economica italiana. Dopo gli colloqui con il premier Giuseppe Conte avvenuti questo martedì, ha ufficialmente chiesto al governo guidato dalla colazione Lega-Cinque Stelle ulteriori sforzi per far in modo che l’economia esca al più presto dalla stagnazione.

“Sono davvero preoccupato nel vedere l’economia italiana in una spirale di regressione”, ha affermato Juncker ai giornalisti presenti. “Quello che voglio è una maggiore responsabilità da parte delle forze politiche al governo, in modo che la crescita ricominci con più slancio”.

Se alla fine del 2018 Roma e Bruxelles trovarono un accordo sulla manovra finanziaria italiana, la quale prevedeva una crescita dell’1% nel 2019, a tutt’oggi questa percentuale andrebbe rivista. Un paio di giorni prima dell’incontro tra Juncker e Conte, il ministro dell’Economia Giovanni Tria aveva avvisato che l’Italia nel 2019 avrebbe avuto una crescita pari a zero, soffermandosi anche sulla possibilità di modificare la Legge di Bilancio.

Sia la BCE che il Fondo monetario internazionale avevano già stimato che la terza economia dell’Eurozona sarebbe cresciuta di una risicato 0,6% nel 2019, mentre la Commissione europea ha una visione più pessimistica, vedendo una crescita di appena lo 0,2%.

Attualmente, il debito pubblico italiano ha raggiunto i 2,3 trilioni di euro ed è pari al 131% del PIL italiano, ben al di sopra del tetto del 60% stabilito dall’UE. “Considerando l’elevato debito dell’Italia, tutte le politiche che ruotano attorno alla nozione di rilancio dell’economia avranno un effetto limitato”, ha dichiarato Juncker. “Resteremo sempre in contatto per monitorare costantemente la situazione”.

La contrazione dell’economia italiana avvenuta nel quarto trimestre del 2018 è stata causata da un calo delle esportazioni. Ciò ha determinato la recessione tecnica e aumentato i problemi di bilancio del governo. Ecco perché l’UE vorrebbe, da parte del governo, una modifica del bilancio. Conte ha però ribadito che lo stesso “rimarrà invariato”.

“Gli Stati membri che hanno più spazio fiscale per la manovra”, ha dichiarato il premier, “devono utilizzarlo per sostenere la domanda interna e gli investimenti. Così facendo, potranno consentire all’Europa di mostrare il suo potenziale di crescita e affrontare al meglio questo trend negativo”.

Anche la Germania, da anni motore dell’economia europea, sta attualmente combattendo contro una domanda significativamente più debole delle sue esportazioni, coinvolgendo direttamente i suoi partner più stretti della zona euro, con cui opera gran parte del proprio commercio. Nel suo complesso, il prodotto interno lordo (PIL) dell’Italia è aumentato dello 0,9% nel 2018. Le politiche definite “populiste” del governo giallo-verde hanno influenzato gli investimenti delle imprese, mentre la fiducia dei consumatori è diminuita.

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