Secondo Salvini, il deficit non scenderà sotto la soglia prevista nel 2020

salvini

Il vice premier Matteo Salvini ha lanciato un messaggio molto chiaro all’UE: il prossimo anno il deficit di bilancio italiano non deve essere ridotto in proporzione al PIL (Prodotto Interno Lordo) se si vogliono ridurre le tasse e stimolare maggiormente l’economia.

“E’ chiaro e lampante che se il Governo vuole aiutare gli italiani ad avere più soldi nelle tasche non dobbiamo assolutamente scendere al di sotto del 2%”, ha affermato il leader della Lega, primo partito in Italia.

Le parole di Salvini lasciano già intravedere la tormenta che si potrebbe scatenare nuovamente verso la fine dell’anno, alla stregua di quanto accaduto nel 2018, quando il Governo giallo-verde battagliò con l’Unione Europa per il deficit di bilancio, fissato al 2,04% con un accordo raggiunto al fotofinish.

I due partiti di maggioranza hanno avviato da tempo le trattative preliminari sulla prossima Legge di Bilancio 2020, che dovrà essere presentata in autunno. I continui litigi non lasciano trapelare nulla di buono.

Ultimamente, il vice premier leghista ha espresso non pochi dubbi sulla tenuta di Governo prima dell’autunno. Salvini e la Lega stanno insistendo ripetutamente su tagli fiscali ad ampio raggio, nonostante quanto affermato dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, che vede il deficit di bilancio del prossimo anno abbastanza contenuto.

Per Salvini, invece, è necessario un grande scossone sotto forma di riduzione fiscale in modo da far ripartire un’economia da troppo tempo stagnante. “Non ho nessuna intenzione di rinunciare ai tagli fiscali”, ha affermato il vice premier, “ed è mio intento continuare pacificamente a negoziare con Bruxelles per ottenere il nulla osta sull’aumento del deficit nel prossimo anno. Se qualcuno vuole ostacolarmi, le conseguenze saranno di natura politica”.

Nel 2018, il Governo italiano ridusse il disavanzo dal 2,4% previsto ad aprile al 2,04% di dicembre per evitare la procedura di infrazione da parte della Commissione europea. Il prossimo obiettivo è stato fissato ad aprile al 2,1%.

Anche Massimo Garavaglia, viceministro dell’Economia e appartenente alla Lega, è sulla stessa lunghezza d’onda di Salvini. Infatti, proprio ieri ha dichiarato che il prossimo anno i tagli fiscali dovrebbero ammontare a 15 miliardi di euro, di cui 12 per le riduzioni d’imposta sul reddito delle persone fisiche e 1 miliardo in meno sulle redditi più bassi. Inoltre, i famosi 80 euro al mese per le persone in difficoltà volute dal governo Renzi verranno sostituiti dalla riduzione dei contributi sociali.

Intanto, il Governo è ancora alla ricerca di quei 23 miliardi di euro necessari per scongiurare l’aumento dell’IVA, previsto ad inizio gennaio 2020.

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