Le 10 banche italiane a rischio fallimento

Già diversi giorni fa, quando ancora i grandi media non avevano sollevato il problema, avevamo parlato dello scandalo di Banca Network, l’isituto di credito sotto amministrazione controllata che per evitare il fallimento ha bloccato i conto correnti dei propri clienti. Ma il caso di Banca Network non è isolato in quanto esistono altri istituti di credito che stanno attraversando delle difficoltà finanziarie importanti e che sono state messe, già da diverso tempo, in amministrazione controllata da parte della Banca d’Italia. Questi istituti di credito potrebbero correre il rischio di dover applicare i medesimi provvedimenti di Banca Network qualora la  situazione degenerasse. Ovviamente non si può generalizzare ne, tantomeno, vogliamo contribuire a generare panico tra i clienti di queste banche. Sta di fatto che essere consapevoli della situazione finanziaria dell’istituto di credito in cui si depositano i propri soldi ci sembra un fatto dovuto.

Qui di seguito elenchiamo le banche più a rischio, ossia quelle messe sotto amministrazione controllata dalla Banca d’Italia. Ovviamente avere un conto presso queste banche comporta qualche rischio in più perchè potrebbero essere prese delle misure straordinarie come quelle di Banca Network per ovviare a problemi di liquidità.

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Lo strano caso di Banca Network

La decisione è arrivata, all’improvviso, dai 2 commissari straordinari di Bankitalia che dal novembre scorso gestiscono l’istituto. Giuseppe Bonsignore e Raffaele Lener hanno deciso di sospendere tutti i conti di Banca Network, un istituto di credito prossimo al fallimento (a meno di salvataggi dell’ultima ora) lasciando centinaia di correntisti senza poter utilizzare i propri soldi. Significa carte di credito bloccate, bancomat bloccati… insomma nessuna possibilità di effettuare alcun tipo di pagamento o di prelievo di contanti. Se quello è l’unico conto corrente in famiglia significa rimanere senza soldi. Proprio per questo si è scatenata la rabbia dei clienti della banca che si sono rivolti all’Adusbef,l’associazione dei consumatori presieduta da Elio Lannutti, che sta lavorando per avviare un’eventuale class action contro i soci della banca.

Il blocco dei conti corrente durerà 1 mese (salvo eventuali rinnovi) in attesa che si sblocchi la trattativa con Consultinvest, una società di intermediazione mobiliare che potrebbe acquisire Banca Network. Tuttavia il percorso è ancora lungo e molto complicato ma la speranza è che il tutto venga risolto nel più breve tempo possibile così da arrecare meno danni ai correntisti.

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Conti agevolati: ecco quanto costano

A partire dal 1 Giugno di quest’anno le banche devono mettere a disposizione dei propri clienti (in particolare pensionati e persone con redditi particolarmente bassi) il cosidetti “Conto Base“, ossia un conto agevolato caratterizzato da zero spese di gestione. Quello che molti non sanno è che il Conto Base può essere richiesto da tutti in quanto le banche lo offrono anche agli altri clienti dietro il pagamento di un canone annuale che include tutto. Ovviamente questa tipologia di conto corrente bancario risulta essere molto semplificata quindi si adatta solo ad una clientela che non ne deve fare un uso particolarmente intenso. Grazie ad Altroconsumo è possibile confrontare i costi a cui i conti base delle diverse banche vengono offerti alla clientela. La famosa associazione dei consumatori, infatti, ha realizzato una tabella comparativa analizzando le proposte di tutti i principali istituti di credito (poste comprese).

Ricordiamo che il conto base è assolutamente gratuito (anche per quanto riguarda l’imposta di bollo) solo ed esclusivamente per chi ha un reddito isee non superiore a 7.500 euro. Per i pensionati con un assegno fino a 1500 euro il conto base è gratuito ad esclusione del bollo per le giacenza sopra i 5 mila euro. Per tutti gli altri il Conto è offerto a fronte del pagamento di un canone a cui va aggiunta l’imposta di bollo se la giacenza media supera i 5.000 euro.

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Conti deposito: nuova tassazione troppo penalizzante

L’Antitrust denuncia una distorsione della concorrenza con l’introduzione della nuova imposta di bollo. Il diverso regime fiscale a cui sono sottoposti i conti deposito rispetto ai conti correnti e ai libretti di risparmio influisce negativamente sulla libera scelta dei consumatori. L’Autorità garante per la concorrenza denuncia la distorsione venutasi a creare nel mercato in seguito all’introduzione della nuova normativa che estende l’imposta di bollo proporzionale anche ai depositi postali e bancari. A partire da marzo 2012, i conti deposito sono soggetti ad una tassazione più pesante: se per libretti di risparmio e conti correnti è prevista l’esenzione per i depositi inferiori a 5.000 euro, infatti, i conti deposito non usufruiscono di questo privilegio. La tassazione sui conti deposito è stata fissata allo 0,1% annuo per il 2012, e salirà allo 0,15% a partire dal 2013.

Inoltre, sempre per i conti deposito è previsto il pagamento di un’imposta base di 34,20 euro, che aumenta in maniera proporzionale all’ammontare della cifra depositata; nel caso di conti correnti e libretti di risparmio, invece, l’imposta di bollo è fissa al minimo.

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Conti deposito: aggiornamento di Giugno 2012

Torniamo a parlare di conti deposito con questa panoramica aggiornata al mese di Giugno 2012. Da quanto abbiamo potuto riscontrare, analizzando la varie offerte degli istituti di credito, emerge che i rendimenti offerti dagli istituti di credito sono lievemente calati per quanto riguarda i depositi non vincolati mentre si dimostrano ancora molto interessanti i rendimenti dei depositi vincolati che offrono tassi quasi sempre superiori al 4%. Ovviamente, in questo particolare contesto economico, sottoscrivendo un conto vincolato significa correre qualche rischio in più qualora la crisi dovesse prendere la strada più dolorosa, ossia un ritorno alle valute nazionali con eventuale default di alcuni stati europei. Tuttavia, come abbiamo analizzato in un recente articolo, al di la di quello che sostengono molti fantomatici guru non esistono metodi sicuri al 100% per proteggere i propri risparmi a costi accettabili da un rischio di tale portata (ovviamente ciò non vale per i grandi capitali).

Tornando ai conti deposito, come dicevamo, i rendimenti si rivelano ancora decisamente interessanti per chi vuole ottenere un minimo di rendimento senza correre il rischio di investire nei mercati finanziari, mercati che in questo periodo sono estremamente volatili e dai quali consigliamo di tenersi alla larga qualora non si abbia un’elevata propensione al rischio.

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Banche: aumentano i costi di conti e bonifici

Brutte notizie per le famiglie e le imprese perchè oltre alla stretta sul credito dobbiamo segnalare anche un aumento dei costi dei conti correnti bancari e di tutti i servizi ad essi associati. Questo rialzo dei prezzi è dovuto al momento difficile che il nostro sistema bancario sta attraversando ma, tutto questo, si traduce in un maggior costo per famiglie e imprese già provate dalle difficoltà di questa crisi economica che non accenna a voler allentare la propria morsa. Per contro non si registra un significativo miglioramento della qualità dei servizi o dei prodotti offerti. Insomma gli istituti di credito sembrano scaricare sui propri clienti il peso delle proprie difficoltà economiche aumentando i costi dei servizi legati ai conti correnti bancari. Oltre all’aumento dello spread applicato su prestiti e mutui, di cui abbiamo più volte parlato negli ultimi mesi, il corriere.it ha rilevato un forte aumento dei costi dei bonifici e dei tassi di interesse applicati sugli scoperti in conto corrente.

Sono proprio queste 2 voci, infatti, alcuni dei servizi più utilizzati da famiglie e imprese nel proprio utilizzo dei conti correnti. Ma quello che appare più ingiusto è come a fronte di questi aumenti non si possa registrare nessun miglioramento dei tassi di interesse applicati ai conti bancari che restano assolutamente ridicoli.

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