Ecco perchè crolla di piazza Affari

La Borsa italiana ha subito un pesante crollo nelle giornate di venerdì scorso e lunedì, complice la disastrosa asta di BTP che ha visto lo spread con i titoli decennali benchmark tedeschi avvicinarsi pericolosamente ai massimi livelli dal 1999. I timori di un possibile contagio della crisi di debito sovrano che ha travolto la Grecia si stanno quindi concretizzando proprio in Italia dove la recente instabilità di governo contribuisce alla preoccupazione degli investitori. In un’intervista al quotidiano Avvenire Alessandro Capuano, amministratore delegato di IG Markets (una delle principali società di CFD trading online in Italia), ha espresso le proprie considerazioni in merito al doppio crollo del listino milanese.

 

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Riforme, in pensione a 67 anni

Novità in termini di riforme sono in fase di studio per valutarne l’inserimento nella manovra correttiva. Riforme che dovrebbero toccare pesantemente anche il settore delle pensioni, visto e considerato che si vocifera di un possibile incremento dell’età pensionabile per tutti gli italiani (e non solamente per le donne del settore privato), in linea con l’adeguamento alla speranza di vita.


Ecco tutti i dettagli della manovra che potrebbe essere approvata dal governo con uno sguardo in particolare alle pensioni:

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Pareggio di bilancio: incertezza sui dati italiani

Pochi giorni fa abbiamo visto quali siano le stime del Fondo Monetario Internazionale sulla crescita economica italiana, sull’abbassamento del debito in proporzione al Prodotto Interno Lordo, e sulla flessione del deficit statale. Ad essere interessati ai conti italiani sono tuttavia anche altre istituzioni internazionali, come la Banca Centrale Europea, che ha infatti chiesto maggiore chiarezza al Paese in merito a come intenda raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio.

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Male l’economia italiana secondo l’FMI

Il Fondo Monetario Internazionale porta in ribasso le stime di crescita dell’economia italiana, affermando che nel corso del 2011 il Prodotto Interno Lordo della Penisola si svilupperà di un punto percentuale, con un debito tra i più elevati al mondo (120,6%  del Pil) e un deficit superiore a quattro punti percentuali (4,1%). Dati non certo positivi che cercheremo di analizzare insieme per capire quali siano i possibili scenari futuri dell’economia del nostro paese nei prossimi mesi.

 

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Mercato auto, inversione di tendenza

Il mercato auto del vecchio Continente, nel mese di maggio, trova finalmente margini di respiro e di fuoriuscita – almeno parziale – dal grigio e lungo periodo calante nel quale era entrata, trascinando al ribasso le prospettive di recupero futuro e i dati presenti sulle immatricolazioni. Si tratta di una crescita momentanea o siamo davvero di fronte ad una forte ripresa del settore? Gli allarmismi dei mesi scorsi si sono rivelati fasulli o siamo solo di fronte ad una bolla destinata a scoppiare velocemente? Cerchiamo di fare un po di chiarezza analizzando i dati dell’Acea.

Stando a quanto sostiene, invece, l’Acea, durante il corso del quinto mese dell’anno le immatricolazioni nei 27 Paesi dell’Unione Europea e in quelli Efta, sarebbero salite del 7,6%, per un valore assoluto pari a poco più di 1,252 milioni di unità, e invertendo in tal modo la tendenza ribassista del mese di aprile, quando le immatricolazioni calarono del 3,8% toccando il livello di 1,128 milioni di unità.

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Carte di credito per favorire la crescita

Recuperare punti di Prodotto interno lordo attraverso le carte bancomat e le carte di credito per combattere l’evasione fiscale, da sempre, vero male dell’economia italiana. Utilizzare maggiormente gli strumenti di pagamento per scovare importanti quote di sommerso e dar fiato all’economia italiana, con una iniezione che dovrebbe avvicinarsi alla straordinaria cifra di 40 miliardi di euro (ma secondo alcuni analisti la quota di sommerso recuperabile attraverso una maggiore tracciabilità dei pagamenti sarebbe anche maggiore).

È quella di cui sopra la ricetta fornita dall’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, per cercare di rimpinguare le casse dello Stato, che stando all’associazione degli istituti di credito potrebbe ottenere tra i 15 e i 40 miliardi di euro dal solo maggior utilizzo di carte bancomat e di credito in alternativa al denaro contante.

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