Ecco perchè crolla di piazza Affari

La Borsa italiana ha subito un pesante crollo nelle giornate di venerdì scorso e lunedì, complice la disastrosa asta di BTP che ha visto lo spread con i titoli decennali benchmark tedeschi avvicinarsi pericolosamente ai massimi livelli dal 1999. I timori di un possibile contagio della crisi di debito sovrano che ha travolto la Grecia si stanno quindi concretizzando proprio in Italia dove la recente instabilità di governo contribuisce alla preoccupazione degli investitori. In un’intervista al quotidiano Avvenire Alessandro Capuano, amministratore delegato di IG Markets (una delle principali società di CFD trading online in Italia), ha espresso le proprie considerazioni in merito al doppio crollo del listino milanese.

 

Capuano ritiene che ci fossero stati ampi segnali di prevviso, in particolare il costante aumento dello spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi, e che nelle settimane che hanno preceduto il crollo della Borsa già diversi investitori internazionali avevano cominciato a vendere i bond italiani. Ciò è avvenuto a causa di una totale mancanza di fiducia dei mercati nei confronti del debito pubblico del Bel Paese.

La radice di questa mancanza di fiducia si trova nei diversi moniti lanciati dalle agenzie di rating che negli ultimi giorni hanno nuovamente messo sotto osservazione i conti pubblici italiani e un ulteriore downgrade potrebbe essere alle porte. In molti ritengono che queste agenzie, tutte private e americane, siano fonte di profonda instabilità di mercato soprattutto in Europa e gli investitori non dovrebbero prendere come oro colato tutto ciò che predicono; nel 2008 per esempio nessuna delle varie società di rating è stata in grado di prevedere la bancarotta di Lehman Brothers.

Allo stesso tempo però l’economia italiana e i suoi conti pubblici stanno seguendo esattamente lo stesso percorso di quelli greci e spagnoli e quindi ci sono delle effettive similitudini che suggeriscono il rischio di contagio della crisi di debito sovrano.

I grandi investitori stanno vendendo i titoli di Stato italiani e al momento il livello di crescita economica del nostro paese non è sufficiente a riconquistare la loro fiducia. La manovra fiscale sembra essere troppo indulgente e le misure di austerity richieste al fine di rifinanziare il debito pubblico sono effetivamente state rimandate al 2012-13.

Domani avrà luogo una seconda asta di titoli di stato che potrebbe avere l’effetto negativo di quella di lunedì; la Bce ha però annunciato di offrire tutto il supporto necessario per evitare il fallimento dell’asta. Ecco quindi che la speculazione è stata frenata e Piazza Affari ha ripreso fiato con un rialzo. Sarà interessante seguire nella giornata di trading di domani gli sviluppi in campo italiano.

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