Continua il rally di borsa di Mediaset

Investire in borsa non è mai stato tanto semplice. Bastava investire in titoli Mediaset subito dopo il voto per ritrovarsi oggi, dopo appena 3 mesi, con un guadagno del 43%. Non c’è che dire, si ripete per l’ennesima volta lo stesso identico copione. Quando la figura di Berlusconi torna ad essere centrale nella politica italiana le sue aziende crescono in borsa al di la dei fondamentali. Si perchè questo rialzo del 43% non è dovuto certo alle perfomance di Mediaset che, al contrario, sta facendo registrare i peggiori conti della sua storia complice una crisi che ha affondato il settore pubblicitario costringendo l’azienda ad una politica di taglio dei costi senza precedenti.
Insomma non si punta sull’azienda ma si scommette sulla figura di Berlusconi e dei vantaggi di cui indirettamente Mediaset potrebbe beneficiare. Dal 28 aprile, ossia dal giorno del giuramento del nuovo governo di larghe intese, il patrimonio azionario di Berlusconi è cresciuto del 21%.

berlusconi wall street journal

Tutto ciò nonostante Mediaset abbia chiuso lo scorso anno(per la prima volta nella sua storia) con un passivo di 287 milioni e gli ascolti televisivi siano scesi di un punto percentuale. Insomma dati che non convincerebbero nessuno ad investire un centesimo nelle aziende cavaliere.

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Merkel: serve rigore, anzi no… serve di più

La Germania, da sempre accusata di essere una delle cause del prolungarsi della crisi economica, sembrerebbe aver capito che è arrivata l’ora di cambiare rotta. Insomma non più solo austerity ma, anche, maggiore competitività. Perchè qualcuno, li a Berlino, sembra aver finalmente capito che se non si torna a crescere la faccenda, per l’Europa, si fa davvero molto difficile non solo da un punto di vista economico ma, anche e sopratutto, sociale. Questi anni di crisi hanno moltiplicato il numero di poveri in tutti i principlai paesi europei portando la disoccupazione su livelli molto vicini alla soglia di massima sopportazione. La Merkel sembra aver capito tutto ciò e, pur difendendo quanto fatto finìora e continuando a rivendicare l’assoluta necessità di tenere sotto controllo i conti, apre ad un leggero cambio di rotta.

merkel

Insomma da oggi in poi le parole d’ordine saranno rigore e crescita accontentando, così, sia il governatore della BCE, Mario Draghi, che tutti i principali leader europei che già da tempo chiedevano di poter ammorbidire la linea di austerity imposta dalla Germania.

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Le famiglie perdono potere di acquisto ma si salvano grazie alla casa di proprietà

Le famiglie italiane sono sempre più in difficoltà. A testimoniarlo arriva, ora, la Bce che in un recentissimo studio ha analizzato la ricchezza delle famiglie dei principali paesi europei. In sostanza quello che emerge è che le famiglie italiane hanno un reddito inferiore a quelle di Francia e Germania (anzi a dir la verità siamo tra gli ultimi in Europa) ma continuano ad avere un patrimonio tra i più consistenti grazie a quanto abbiamo accumulato nei decenni passati e, sopratutto, al basso indebitamento. Gli italiani, quindi, pur guadagnando meno possono ancora contare sulla ricchezza patrimoniale (vedi casa di proprietà). Ma per quanto potrà reggere questa situazione? Per quanto ancora la ricchezza accumulata negli anni passati dalle precedenti generazioni potrà evitare il tracollo economico del sistema?

italiani e la poverta

La situazione è davvero molto grave perchè il reddito degli italiani è destinato a calare ancora. Secondo uno studio dell’Istat le retribuzioni sono cresciute nell’ultimo anno dell’1,4% (Febbraio 2012 – Febbraio 2013) mentre il costo della vita è aumentato dell’1,9%. In sostanza gli italiani continuano a perdere potere di acquisto e, di conseguenza, continuano a calare i consumi.

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Portogallo senza soldi per gli stipendi

Mentre le aziende europee si trovano ancora nel bel mezzo della più grande crisi economica di tutti i tempi (basti pensare che solo in Italia nel 2012 hanno chiuso oltre 100 mila imprese) il Portogallo si trova di fronte ad un bivio alquanto scomodo. In sostanza il paese non ha più i soldi in cassa per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e il governo sta valutando se pagare in titoli di stato anzichè in soldi. Si, avete capito bene. Il governo del Portogallo potrebbe pagare pensionati e dipendenti pubblici in titoli di stato anzichè in soldi. A dire il vero il problema si è presentato dopo che la Corte Costituzionale ha bocciate le misure di austerity volute dal governo in carica per ottemperare agli impegni presi con l’UE in seguito agli aiuti richiesti.

Bandiera del Portogallo

Tra le misure che la Corte Costituzionale ha giudicato “illegali” risultano esserci il taglio delle pensioni del 6,4%, i tagli salariali (sono state tagliate le quattordicesime), l’abolizione dell’indennità per le ferie dei dipendenti pubblici e dei pensionati e i tagli ai sussidi di disoccupazione.

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Pasqua più povera per colpa della crisi

La Pasqua 2013 verrà ricordata per l’incredibile popolarità del nuovo Papa, ma anche per la crisi che ha stravolto uso e costumi degli italiani. Basti pensare che, stando ad uno studio realizzato dalla Coldiretti, quella del 2013 è stata la Pasqua più casalinga degli ultimi anni, con pochissimi viaggi o pranzi al ristorante. E anche se non si rinuncia alla classica gita di Pasquetta il tutto viene fatto in maniera decisamente più low cost rispetto agli ultimi anni: destinazione il più possibile vicina, pranzo al sacco e rientro a casa in serata per evitare l’albergo. D’altronde sarebbe difficile aspettarsi qualcosa di diffrente in un momento particolarmente duro per le famiglie italiane visto che solo l’1% può dirsi finanziariamente sicure. Secondo l’indagine di Genworth sulla sicurezza finanziaria ben il 47% delle famiglie italiane, ossia circa la metà, sono finanziariamente vulnerabili.

scampagnata di pasquetta

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