“Riparti con Eni”: sconti sulla benzina per le famiglie

Come abbiamo più volte sottolineato nel corso degli ultimi mesi il prezzo di benzina e gasolio finisce con l’incidere in maniera negativa sul potere di acquisto delle famiglie italiane. A questo proposito, quindi, è bene sottolineare tutte le iniziative che ci consentono di risparmiare sul pieno di carburante della nostra auto a partire proprio dall’iniziativa di Eni che, dal 16 giugno al 2 settembre, durante tutti i week end, applicherà delle tariffe particolarmente interessanti per tutti coloro faranno rifornimento in modalità Iperself . Parliamo di uno sconto tutt’altro che indifferente visto che siamo nell’ordine dei 20 centesimi al litro, ossia un risparmio di circa 10 euro per un pieno di carburante di un’auto di media cilindrata (calcolo effettuato su serbatoio di 50 litri).

Secondo l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, si tratta di “Uno sconto che io chiamo ‘scontone’ perché offriremo alle famiglie italiane prezzi bassissimi” rispetto a quelli solitamente applicati nei giorni feriali. L’iniziativa, che ha come testimonial dello spot tv Rocco Papaleo, è stata ribattezzata Riparti con Eni e vuole lanciare un chiaro segnale di come il paese abbia bisogno di “rimettersi in marcia” per scacciare l’incubo di questa crisi economica.

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Il 25% delle famiglie non riesce a pagare il mutuo

Mentre in Europa si continua a discutere su come uscire dalla crisi le famiglie continuano a doversi districare tra mille difficoltà. Secondo uno studio della commissione europea il 25% degli italiani non riesce a pagare il mutuo aumentando, di fatto, il rischio di insolvenza dei crediti delle banche. Si tratta di un dato estremamente significativo che permette di fotografare, perfettamente, il momento di difficoltà.  La colpa, secondo l’inchiesta, sarebbe dell’eccessivo peso delle tasse che avrebbe ridotto drasticamente il potere di spesa dei nuclei familiari costretti sempre di più a fare l’impossibile per far quadrare i conti alla fine del mese. Le banche, di conseguenza, continuano sempre di più ad evitare di elargire finanziamenti se non a chi è in grado di offrire delle solide garanzie.

In questo modo gli istituti di credito evitano di continuare a mettere in pancia crediti che difficilmente potrebbero essere recuperati specialmente perchè si è ancora ben lontani dall’aver superato questa crisi e, di conseguenza, il peggio potrebbe non essere ancora alle spalle. Il tutto si traduce in una difficoltà crescente per le giovani coppie che non riescono ad ottenere finanziamenti per acquistare un immobile e dare inizio ad una nuova vita indipendente.

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Stati uniti d’Europa: sogno o realtà?

Come avuto modo di sottolineare anche nei giorni scorsifinchè ogni paese dell’eurozona continuerà a guardare solo ai propri interessi l’avere una moneta unica continuerà ad essere più un peso che un vantaggio. Per questo alcuni leader europei stanno spingendo nella direzione di una maggiore coesione politica ed economica… insomma bisogna creare una sorta di Stati Uniti d’Europa. Solo in questo modo si potrà dare tregua ai debiti dei singoli stati, oggi sempre più soggetti alla speculazione, e rilanciare l’economia dell’intera area. D’altronde la crisi in Europa è scoppiata in maniera così violenta quando si è messo in dubbio il salvataggio di un paese, la Grecia, di cui si erano scoperti i conti “non proprio in ordine”. E’ come se in america non si desse per scontato che la California, che ha una montagna di debiti e sarebbe già tecnicamente fallita, non venisse aiutata dallo stato centrale. In piccolo è un po come se in Italia lo stato abbandonasse al proprio destino le regioni in difficoltà continuando ad erogare servizi solo a quelle più virtuose.

Insomma l’euro così come è stato fatto proprio non ha senso perchè far coesistere gli interessi di paesi diversi che in comune hanno solo la moneta ma che continuano ad avere delle politiche economiche profondamente diverse è estremamente difficile e ne abbiamo avuto la riprova visto che alla prima difficoltà i leader dell’eurozona si sono subito divisi.

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La Merkel dice no e le borse crollano

Nei giorni scorsi avevamo annunciato che questa sarebbe stata la settimana decisiva per la sopravvivenza dell’euro e ieri abbiamo avuto un primo assaggio non proprio positivo di quello che ci aspetta. Dopo il secco no della Germania agli eurobond crollano i listini europei: Milano chiude a -4%, Madrid -3.67%, Parigi ha perso oltre il 2% così come Francoforte. Il tutto ha dato l’ennesima dimostrazione che l’Eurozona è più che mai divisa dagli interessi dei singoli stati che continuano ad avere visioni diverse sulle misure da adottare per fronteggiare quella che potrebbe essere la fine dell’euro. A dare dimostrazione di quanto sia caotica l’atmosfera tra i vertici europei basta pensare al botta e risposta tra la Merkel e Schaeuble (ministro delle finanze tedesco): secondo quest’ultimo “l’ultima parola in Europa ce l’hanno avuta quasi sempre gli Stati membri. Questa condizione non può perdurare: dobbiamo concedere più competenze a Bruxelles sugli ambiti politici importanti, senza che ogni Stato nazionale possa bloccare le decisioni“.

Ma la Merkel tira il freno a mano ricordando che gli eurobond non sono la soluzione alla crisi europea perchè contro producenti dal punto di vista economico ma, anche, incompatibili con la costituzione tedesca. Ma mentre si dibatte su eurobond si, eurobond no la Spagna ha fatto sapere che il 9 Luglio chiederà formalmente aiuto in occasione dell’eurogruppo.

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