Ancora una brutta uscita, a mio avviso, quella della Merkel che in queste ultime ore avrebbe dichiarato che in Europa “non ci sara’ solidarieta’ senza controlli“. Partendo dal presupposto che il concetto di fondo sarebbe anche giusto, ossia quello di imporre delle regole comuni per evitare che i paesi più spendaccioni creino dei danni a quelli più attenti e virtuosi, ma è la metodologia con la quale viene applicato che proprio non mi piace. Così come non mi piace l’arroganza del leader tedesco che continua ad attribuire agli altri responsabilità che appartengono anche alla Germania. Se, da un lato, l’Europa deve essere unita sulla falsa riga degli Stati Uniti non si può pensare che un paese possa essere lasciato allo sbando come successo con la Grecia. E’ come se la California (che di fatto sarebbe tecnicamente fallita perchè sommersa di debiti) venisse lasciata al suo destino o, ancora peggio, si paventasse una sua uscita dal dollaro.

In tutto questo la Merkel ha le sue responsabilità così come le hanno gran parte dei vertici politici ed economici del paese. Secondo il cancelliere tedesco “le forze della Germania non sono infinite e noi come l’Europa affrontiamo una competizione mondiale che dobbiamo vincere per mantenere il nostro benessere. Questo e’ cio’ che mi guida e per questo, si debbono cambiare alcune cose, anche con durezza, in Europa“.



