Altalena sulle borse: il rialzo sarà duraturo?

Buona giornata, quella di ieri, sui listini finanziari con Piazza Affari che ha chiuso con un significativo +3,68% a 14.942 punti. Bene i bancari che fanno registrare un rialzo molto interessante visto che gran parte dei titoli hanno chiuso con un rialzo superiore al 7%, tra cui segnialiamo Intesa Sanpalo (+8,07%) e il Banco Popolare (+9,34%). Il rialzo è partito questa mattina con l’esito dell’asta dei titoli di stato spagnoli che ha fatto registrare il tutto esaurito. Tuttavia, ancora una volta, abbiamo assistito ad un forte rialzo dei tassi di interesse. Per i titoli con scadenza 12 mesi i tassi sono saliti al 2,623% dall’1,418% rispetto all’asta del 20 marzo, mentre il rendimento dei titoli con scadenza 18 mesi è passato al 3,110% dall’1,711%.Bene lo spread che scende a 373 (414 per la Spagna) anche se il livello resta quello di massima allerta.

A questo punto quello che in molti si domandano è: si tratta di un rialzo effimero oppure si è nuovamente invertito il trend? Ovviamente dare una risposta a questa domanda è estremamente difficile perchè i mercati ci hanno abituati, in questi ultimi 4 anni, a delle continue sorprese. Tuttavia facendo una breve analisi di fondo è possibile quello che potrebbe essere il trend di fondo sul brevissimo e sul medio periodo.

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Azzerare l’Imu con le rinnovabili: l’esempio di Tula

Tula, per chi non lo sapesse, è un comune vicino Sassari in Sardegna. La particolarità di questo comune è che il sindaco è riuscito ad azzerare l’Imu sulla prima casa voluto dal governo Monti. Proprio così, la tanto odiata Imu sulla prima casa che tutti noi saremo costretti a pagare a partire da Giugno di quest’anno i cittadini del comune di Tula non sapranno nemmeno cosa sia. Il sindaco, infatti, attraverso una serie di strumenti che la legge gli mette a disposizione è riuscito a studiare una formula che azzera, di fatto, la tanto odiata tassazione sulla prima casa. Come sia riuscito a farlo ce lo spiega un interessante articolo pubblicato da ilsole24ore.com. In poche parole il Sindaco di Tula ha ridotto l’aliquota dell’Imu dal 4 al 2 per mille e, allo stesso tempo, ha aumentato le detrazioni da 200 a 400 euro portando il valore dell’imposta a zero.

Un risultato incredibile che lascia falici e contenti i cittadini del piccolo comune sardo ma che da modo di riflettere anche a tutti noi. La domanda che verrebbe da porsi è dove si siano trovati i fondi per azzerare l’imposta visto che la maggior parte dei comuni hanno deciso di aumentare le aliquote dell’imu proprio in virtù dei vincoli di bilancio.

Qui arriva la sorpresa più grande. Il sindaco di Tula è riuscito ad azzerare l’Imu sulla prima casa grazie agli investimenti effettuati nelle energie rinnovabili. Il comune di Tula, infatti, gestisce un parco eolico che offre un surplus di energia che ha consentito al sindaco di rinunciare all’Imu (cioè ad un’entrata pari a 50 mila euro l’anno) ma, anche, all’addizionale comunale sull’Irpef.

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La verità sulla crisi della Spagna

Madrid continua a spaventare i mercati accrescendo le tensioni sui debiti sovrani europei. Non a caso anche ieri, nonostante sia stata una giornata moderatamente positiva per i listini di tutta Europa, l’ibex ha chiuso con un saldo negativo. La paura è per le aste dei titoli spagnoli di questa settimana che, sulla scia del pessimismo che si è andato diffondendo nelle ultime 3 settimane, potrebbero rivelarsi molto deludenti per il governo di Madrid con conseguenze pesantissime per i mercati. Proprio per questo la Spagna è pronta ad intervenire con misure drastiche tra cui la possibilità che il governo prenda il controllo delle finanze dei governi regionali così da riportare sotto controllo gli oneri finanziari, cresciuti a dismisura negli ultimi mesi, e smorzare le preoccupazioni sulle finanze del paese.

Ma la Spagna è anche impegnata a ridurre il pesantissimo deficit che, attraverso misure di austerity, il governo spera di portare dall’attuale 8,5% al 5,3%. Tuttavia queste misure di austerity, un po come successo in Italia, possono solo far peggiorare l’economia rallentando ulteriormente la crescita aspetto questo che se rapportato ad un paese come la Spagna dove la disoccupazione è superiore al 20% (in Italia è inferiore al 10%) potrebbe avere dei risvolti drammatici.

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Pam assume studenti per le aperture domenicali

Sono oltre 9000 le richieste giunte al gruppo Pam, azienda veneziana della grande distribuzione che gestisce, tra gli altri, i marchi di PAM e Panorama. L’offerta di posti di lavoro domenicali per gli studenti ha riscosso un enorme successo. D’altronde, con una disoccupazione giovanile prossima al 30%, non bisogna sorprendersi se oltre 9 mila ragazzi hanno inviato la propria candidatura al gruppo Pam con la speranza di rientrare nei circa 3-400 fortunati che verranno assunti entro l’estate, con regolare contratto a tempo determinato, per poter lavorare la domenica dentro i supermercati del gruppo veneziano. Questo è stato possibile grazie al pacchetti di liberalizzazioni varato dal governo che consente maggiore flessibilità di apertura dei punti vendita anche alla domenica.

Si tratta di un’esperienza lavorativa che presenta 2 principali vantaggi, uno di carattere formativo e uno, altrettanto importante, di carattere economico. Per prima cosa i giovani che lavoreranno la domenica presso i supermercati del gruppo avranno la possibilità di fare esperienza e di capire come funziona il lavoro all’interno di una struttura della grande distribuzione. Questa esperienza potrà rivelarsi fondamentale, in futuro, per aspirare a lavori maggiormente qualificati anche lall’interno degli stessi supermercati del gruppo.

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Debito pubblico in calo a Febbraio

Finalmente arriva una buona notizia dal fronte del debito pubblico nel nostro paese. Dal supplemento Finanza Pubblica al Bollettino Statistico della Banca d’Italia risulta, infatti, che a Febbraio il debito è sceso di ben 6,8 miliardi di euro scendendo a 1.928,2 miliardi di euro. Ovviamente si tratta sempre di un debito pubblico “mostruoso” che va assolutamente ridimensionato nel minor tempo possibile ma la nota positiva è che dopo il record dello scorso mese finalmente si torna a scendere. Quello che bisognerà accertare nelle prossime settimane è se si tratta di un episodio sporadico o se il governo sia realmente riuscito ad invertire il trend. Nel secondo caso si tratterebbe di una svolta estremamente importante che potrebbe garantire una maggiore credibilità della nostra economia sui mercati finanziari.

Insomma un dato moderatamente positivo che ridà fiducia all’azione di governo impegnato, in questi giorni, nell’approvazione della riforma del lavoro giudicata, dallo stesso Monti, come un passaggio fondamentale per la crescita del nostro paese e per la tenuta del governo stesso che, altrimenti, rischierebbe di andare a casa lasciando l’Italia in un momento difficilissimo.

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Risparmiare con il coworking

Risparmiare è diventata la parola d’ordine per tutti. Dalle famiglie, ai liberi professionisti, alle aziende tutti hannop bisogno di risparmiare per affrontare e superare questo momento di crisi che sta duramente minando le fondamenta della nostra economia. L’ultima tendenza del momento è il coworking con cui i liberi professionisti possono risparmiare sulle spese relative al proprio lavoro. In sostanza si tratta di condividere l’ambiente di lavoro dividendo con altri colleghi il proprio spazio (magari il proprio ufficio) dividendo, così, anche le spese. Si tratta di una tendenza molto interessante dove il titolare proprietario dell’ufficio rinuncia ad una parte del proprio spazio (recuperando una parte delle spese) per dare modo ad altri liberi professionisti di avere una postazione di lavoro a basso costo.

Una delle aziende specializzate nella diffusione del coworking in Italia è Cowo, di Massimo Carraro, che funge da intermediario tra domanda ed offerta e, ad oggi, ha raggiunto gli oltre 64 spazi di lavoro condiviso in 40 città italiane. In sostanza Cowo mette in contatto le 2 parti verificando la serietà dei professionisti e garantendo dei prezzi entro i quali è possibile operare. Tanto per fare un esempio, aderendo a cowo il costo di una postazione professionale non può essere superiore ai 300 euro al mese o ai 150 euro a settimana (prezzi iva esclusa).

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