Come funziona il modello 730?

Il 730 è un modello per la dichiarazione dei redditi che è stato introdotto nel lontano 1993 per permettere il rimborso delle imposte a credito in tempi brevi. Il 730, ovviamente, è un modello riservato a pensionati e lavoratori dipendenti che, così, possono ottenere il rimoborso senza dover aspettare i tempi biblici dei controlli degli uffici competenti. E’ molto utile anche per chi deve dichiarare dei redditi che vanno a integrare la pensione o lo stipendio da lavoro dipendente. Nel caso in cui dal modello emerga un credito questo verrà versato direttamente nella busta paga del mese di Luglio, altrimenti, in caso contrario la somma dovuta come imposta verrà sottratta dalla busta paga di Luglio o dal cedolino della pensione di agosto o settembre. Ovviamente, anche con le novità introdotte nel 2012, resta valida la possibilità di richiedere una rateizzazione delle imposte.

In questo articolo vedremo come funziona e chi deve compilare il modulo 730 così da togliere qualche dubbio a chi si appresta alla sua compilazione per la prima volta. Inoltre vedremo tutte le novità introdotte nel 2012 come la tassa piatta, le nuove disposizioni in materia di 5 per mills e i bonus per ristrutturazioni.

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Arriva il nuovo BTP “Italia” online

E’ stato presentato ieri dal vice ministro dell’economia Grilli e dal responsabile del dipartimento del debito pubblico, Maria Cannata, il nuovo prodotto destinato ai piccoli investitori denominato BTP ITALIA. Si tratta del primo titolo di stato negoziato direttamente online, invece che attraverso il solito sistema di asta riservata alla partecipazione di banche o di investitori istituzionali, e verrà immesso sul mercato il prossimo 19 Marzo. Questo nuovo btp online rappresenta un’innovazione importante (ricordiamo che è il primo btp di questo genere) su cui il governo punta molto per attirare l’attenzione dei piccoli risparmiatori. Secondo Grilli “gli investitori stranieri stanno tornando a comprare i titoli di Stato italiani e, avendo un debito imponente, non ci si può permettere di perdere il passo. L’obiettivo è stabilizzare la platea di chi investe nel debito pubblico italiano“. Insomma secondo il nostro vice ministro dell’economia e delle finanze questo nuovo titolo di stato permetterà di invogliare le famiglie e i piccoli risparmiatori a investire sul nostro paese.

Ovviamente sarà necessaria una prima fase di avvicinamento in cui sarà fondamentale offrire quanta più informazione possibile per dare la possibilità a tutti di comprendere le caratteristiche di questo prodotto e invogliare all’investimento anche chi non mastica finanza. Questo BTP Italia, infatti, seppur molto semplice e intuitivo richiede, comunque, un minimo di dimestichezza per poterne apprezzare le qualità.

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I mutui a rata semestrale convengono?

Anche se molti non lo sanno i mutui per l’acquisto della casa possono prevedere piani di rimborso mensili, trimestrali o semestrali. Quelli con scadenza ogni 6 mesi consentono di pagare il proprio mutuo solo 2 volte l’anno ma, a differenza di quanto si possa pensare, sono mediamente più costosi di quelli a cadenza mensile. Nel caso di un mutuo semestrale, infatti, la banca percepisce i soldi ogni 6 mesi e, di conseguenza, il calcolo degli interessi è diverso rispetto a quello con cadenza mensile la cui rata deve essere più bassa. Ma allora perchè pagare il mutuo ogni sei mesi? Questa tipologia di finanziamento, nonostante sembri meno vantagiosa, consente di poter pagare la quota di ogni singolo mese 2 volte l’anno cosa molto gradita da chi ha un’attività imprenditoriale (in questo modo ha maggiore flessibilità nell’accantonare la somma necessaria) ma, anche, da chi è solito investire i propri risparmi.

Tanto per fare un esempio ipotizziamo di dover pagare un mutuo mensile di 500 euro, ossia 3000 euro in 6 mesi. Ipotizziamo ora di preferire un mutuo a cadenza semestrale pagando circa 3100 euro, ossia 100 euro in più della precedente soluzione. Tuttavia, per alcune categorie di persone ci potrebbero essere dei benefici che vanno ben al di la di quei 100 euro ogni sei mesi.

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Con lo spread a 310 risparmi in vista

Venerdì lo spread è sceso sotto i 310 punti base, il valore migliore da settembre 2011. Secondo le prime stime la discesa dello spread potrebbe permetterci di risparmiare qualcosa come 55 miliardi di euro in meno nei prossimi 3 anni rispetto alle stime che gli analisti avevano fatto a Novembre. Che sia l’effetto della cura Monti o dell’iniezione di liquidità della BCE poco importa. Quello che è fondamentale è che si sia alleggerito il costo che il nostro paese deve sostenere per rifinanziare il mostruoso debito pubblico che si sta cercando disperatamente di far diminuire per rispettare i rigidi paremetri europei. Tuttavia lo spread intorno ai 300 punti non deve essere visto come un traguardo, ma al contrario, come il punto di partenza per il rilancio del nostro paese, visto e considerato che solo all’inizio del 2011 lo spread tra titoli italiani e quelli tedeschi faceva registrare appena 200 punti di distacco.

Come abbiamo detto l’effetto sui conti pubblici è davvero imponente e permetterà di risparmiare circa 18 miliardi di euro all’anno per i prossimi 3 anni. Basti pensare che all’apice della crisi il nostro paese ha dovuto garantire oltre il 6% di interesse sui titoli a 6 mesi (nell’asta del 25 Novembre 2011) contro l’1,2% dell’ultima asta.

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Investire in bund tedeschi conviene?

Visto il difficile contesto economico che stiamo attraversando continuiamo ad analizzare i vari strumenti che si hanno a disposizione per investire i propri risparmi. A questo proposito è ovvio valutare anche la possibilità di puntare sui titoli di stato e, in un’ottica di prudenza, approfittiamo per valutere i bund tedeschi. Come tutti ben sappiamo la Germania è il paese che può vantare la più solida economia dell’area dell’euro, oltre ad essere una delle principali potenze economiche del mondo. Proprio per questo i suoi titoli di stato sono tra quelli che offrono le maggiori garanzie di affidabilità anche se, a onor del vero, anche i rendimenti più bassi. Tuttavia in un’ottica conservativa che mira principalmente a proteggere il capitale vale assolutamente la pena di analizzare questa opportunità d’investimento.

Per prima cosa vale la pena spendere 2 parole su come funzionano esattamente i titoli di stato. I titoli di stato hanno un valore nominale (che rappresenta l’investimento iniziale) e garantiscono un rendimento a scadenza fissa che viene regolarmente pagata dall’emittente. Essendo un titolo a tasso fisso si può conoscere già dal momento dell’acquisto del titolo di stato quanto questo renderà durante l’intero periodo del rapporto. Una volta arrivato a scadenza il titolo di stato viene rimborsato dall’emittente, mentre se si ha la necessità di rientrare del capitale prima della scadenza si potrà vendere il titolo sul mercato.

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Italia: debito pubblico al 120%, pil +0,4%

Per quanto riguarda i dati relativi al rapporto deficit pil, venerdì l’Istat ha diffuso dei dati alquanto contrastanti che possono essere letti sotto diversi punti di vista. Analizzando i dati in maniera oggettiva (parliamo di un deficit al 3,9% e un debito pubblico al 120%) il quadro dell’Italia appare evidente: siamo un paese che  non cresce e con in più un debito elevato oltre ogni buon senso. Tuttavia questi dati relativi al 2011 rientrano nelle stime che erano state precedentemente effettuate. Ora c’è da capire quali risultati si avranno per l’anno in corso grazie alla cura Monti che dovrebbe aver invertito in maniera significativa la tendenza come testimonia anche lo spread che, la scorsa settimana, è sceso sotto la soglia dei 320 punti.

Il Pil è cresciuto dello 0,4% ma, secondo l’Istat, questo dato si deve interamente alla domanda estera visto che i consumi interni al paese sono stati estremamente negativi fermandosi ad un -0,4%. Se andiamo a guardare i principali paesi europei scopriamo che l’Italia cresce molto meno di Francia e germania che rispettivamente hanno avuto un pil dell’1,7% e del 3%.

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