Inps: nuovi servizi online

Dal 1° ottobre ci sono delle interessanti novità su alcuni servizi svolti dall’Inps. Per quanto riguarda le domande di assegno integrativo di mobilità potranno essere presentate esclusivamente via internet (e non più presso gli sportelli delle sedi territoriali dell’Istituto) tramite il sito ufficiale dell’Inps. Una novità importante che, da un lato aiuta i cittadini a rendere meno dispendiosa (in fatto di tempo) la richiesta di documenti all’ente previdenziale, dall’altro all’inps stesso a rendere più snello il lavoro degli impiegati con un evidente contenimento dei costi.

Questa novità fa parte del più ampio pacchetto di innovazioni che porterà entro Luglio 2012 tutti i servizi e le prestazioni dell’ente sul web con un vantaggio notevole sia per i cittadini, che eviteranno le lunghe attese, sia per l’Inps stesso che potrà liberare personale da utilizzare per velocizzare le pratiche.

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Fisco: cominciano i controlli dei conti

Forte della manovra di questa estate il fisco italiano si prepara ad una piccola rivoluzione che consentirà di controllare i conti correnti dei possibili evasori al fine di recupare quanti più soldi possibili. Proprio in questi giorni, infatti, si stanno elaborando le richieste di acquisizione agli intermediari finanziari delle informazioni necessarie alla elaborazione delle liste di contribuenti da sottoporre a verifica.

Non potendo controllare tutti, ovviamente, il fisco si concentrerà su quei contribuenti i cui dati finanziari, incrociati con i dati fiscali e in funzione di parametri ben definiti, presentino delle anomalie.

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Fondo salva Stati: anche la Francia dice si

Recentemente il presidente francese Nicolas Sarkozy si è espresso in termini molto espliciti (e positivi) sulla necessità di fare di tutto pur di salvare la Grecia. Una serie di dichiarazioni che non sono giunte a sproposito, e che sembrano essere figlie di quanto accaduto pochi giorni prima in Germania, dove la Bundestag ha deciso – a larga maggioranza – di dare vita al nuovo fondo salva Stati che dovrebbe permettere di supportare il mantenimento in vita di Atene e, forse, di altri paesi del Mediterraneo (come il Portogallo, la Spagna o l’Italia) qualora la crisi dovesse allargarsi al di fuori dei confini della Grecia.

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Diminuisce la disoccupazione: Agosto 7,9%

Torniamo a parlare di disoccupazione perchè sono disponibili i nuovi dati definitivi del mese di Agosto. La situazione è per molti versi migliorata visto che la disoccupazione è scesa al 7,9% (prima era all’8%) con circa 83 mila disoccupati in meno rispetto allo stesso periodo del 2010. Una percentuale irrisoria ma che, se venisse confermata nei prossimi mesi, potrebbe dare vita ad un’inversione di tendenza dando la spinta per un trend rialzista che ci possa far tornare a crescere a livelli competitivi rispetto alle altre nazioni dell’eurozona.

Tuttavia analizzando bene i dati si scopre che non sono tutte rose e fiori perchè se da un lato diminuisce la disoccupazione complessiva continua ad aumentare quella dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni.

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Il Tesoro valuta possibili dismissioni

Se ne era parlato in più occasioni anche qui su economyonline ma a quanto pare ora anche il ministero del Tesoro stà prendendo seriamente in considerazione l’ipotesi di valorizzare i beni pubblici con un piano di dismissioni per ridurre il debito del nostro paese. Un piano che possa ottimizzare l’enorme patrimonio (fatto di immobili, società non strategiche, asset finanziari e brevetti) che, attualmente, frutta poco o niente allo Stato gravando sul debito pubblico. Sull’argomento, effettivamente, si potrebbe dibattere a lungo perchè esistono diversi proprietà immobiliari semi abbandonate che potrebbero fruttare molto alle casse dello stato e, attraverso un intelligente piano di recupero di privati creare del valore aggiunto per la comunità.

Ma al vaglio di tremonti non ci sono solo dismissioni ma anche valorizzazioni di beni di proprietà dello stato che attualmente non vengono utilizzati o non sfruttati appieno.

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Fiducia, nuova flessione nell’eurozona

Come era ampiamente prevedibile, il livello di fiducia nell’eurozona è calato rapidamente nel corso del mese di settembre, riflettendo tutte le difficoltà che i Paesi membri stanno affrontando, al fine di evitare una pericolosa reazione a catena nell’ipotesi di un default sostanziale o formale da parte della Grecia, e non solo.

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