Debito pubblico, quanto cresce quello italiano

Gli ultimi dati mensili diffusi dai bollettini statistici confermano come il debito pubblico italiano stia crescendo ancora, e come pertanto le iniziative intraprese fin d’ora non abbiano prodotto gli effetti attesi. Certo, occorrerà presumibilmente attendere qualche mese per vedere se l’emorragia del debito subirà o meno un rallentamento, ma quel che è certo è che per il momento i dati a nostra disposizione sono davvero di emblematica preoccupazione.

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Standard and Poor’s abbassa il rating italiano

Si era ventilata da giorni ma questa era un’ipotesi che in molti speravano potesse non realizzarsi, e invece Standard and Poor’s ha deciso di abbassare il rating sul debito del nostro paese portandolo da A+ ad A. Mentre Moody’s continua a tenerci sotto osservazione l’altra principale agenzia di rating non ci ha pensato 2 volte e ha deciso di abbassare la fiducia nei confronti dell’Italia.

Ma quali sono le motivazioni di questo pericoloso declassamento? Purtroppo sono tutte cose di cui siamo molto consapevoli…

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Webank diminuisce lo spread sui mutui

Per i clienti di mutuionline che sceglieranno di stipulare un mutuo casa con Webank sono in arrivo delle nuove interessanti condizioni che faranno variare anche il preventivo della rata. In una condizione di crisi economica in cui cala la domanda di mutui per l’acquisto della casa è normale che gli istituti di credito provino a variare le condizioni dei propri prodotti con il tentativo di avvicinare quanti più clienti possibili. Per questo riteniamo sia di assoluto interesse questa notizia e non potevamo esimerci dal riportarvela fedelmente con la speranza che anche gli altri istituti di credito si apprestino a rendere meno pesanti le rate dei mutui a tasso fisso e a tasso variabile stimolando la crescita del settore.

Si tratta di variazioni favorevoli (spesso) che nel caso di Webank portano ad una diminuzione dello spread dello 0,10%. Una percentuale che può sembrare insignificante ma che sul lungo periodo di un mutuo per l’acquisto della casa può significare un risparmio piuttosto corposo.

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L’Europa verso la recessione?

Per cercare di capire o di prevedere quello che può aspettarci a livello economico in questa settimana di fuoco vediamo di fare il punto della situazione. A livello europeo l’Ecofin ha deciso di rimandare gli aiuti alla Grecia a Ottobre, pertanto questa settimana sarà cruciale per il paese che rischia di non riuscire a far fronte ai propri impegni finanziari avviandosi così verso il possibile e definitivo default economico.

Tuttavia già oggi si avrà qualche indicazione più precisa visto che verso le ore 14 italiane il governo di Atene rilascerà una dichiarazione ufficiale in cui indicherà se riuscirà o meno a far fronte ai propri impegni senza ulteriori aiuti dell’Unione Europea.

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Le borse europee aprono tutte in negativo

Ancora una volta ci siamo trovati ad aspettare l’apertura delle borse europee con un po di paura ed ecco che i dati cominciano ad arrivare. Milano, ancora una volta, apre la settimana in negativo con un -2,9% che fa ipotizzare un lunedì nerissimo per la borsa italiana, segno che il week end non è servito a raffreddare i bollenti spiriti degli speculatori. Ormai siamo in quella che viene definita la “crisi del debito sovrano europeo” che molti hanno inteso come un vero e proprio attaccodella speculazione alla zona euro per ridimensionare l’economia del vecchio continente colpendo proprio quei paesi considerati più fragili.

Tornando alla cronaca della mattinata c’è da riconoscere che i primi segnali che non sarebbe stata una giornata facile già erano arrivati qualche ora fa con l’oro che ricominciava la sua corsa verso quotazioni assurde e l’euro che ricominciava a perdere sul dollaro.

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Aumento dell’Iva: ecco i prodotti colpiti

Da Sabato, come tutti sappiamo, c’è stato il tanto temuto aumento dell’Iva dal 20 al 21%. Molte associazioni dei consumatori, infatti, temono non solo l’aumento del 1% dei prodotti colpiti ma anche che qualche commerciante ne approfitti per arrotondare il prezzo dei prodotti o dei servizi.

In questo caso, infatti, l’aumento sarebbe ancora più consistente per le famiglie italiane creando un’ulteriore disagio a chi già a stento arriva a fine mese.

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