La migrazione dei lavoratori italiani

Secondo quanto affermato da una recentissima analisi, ogni anno, dal Sud al Nord, circa sessantamila laureati si spostano per cercare lavoro. Una migrazione continua e inesorabile che – pur non toccando i picchi riscontrati negli anni Sessanta – è comunque fortemente caratterizzatrice di quanto sta accadendo all’interno del territorio nazionale. Stando alle ricerche compiute dallo Svimez, infatti, nel 2010 circa 250 mila persone si sono spostate dal Sud al Nord. Di queste, poco meno della metà (114 mila unità) hanno effettuato il cambio di residenza, mentre la restante parte ha scelto di adottare una strategia di mobilità a lungo raggio, divenendo pertanto pendolari a tutti gli effetti.

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Senza posto fisso più di 2,7 milioni di persone

Secondo quanto affermato dai dati Istat, nel terzo trimestre 2011 in Italia vi sarebbero circa 2,364 milioni di dipendenti a tempo determinato, ai quali aggiungere 385 mila collaboratori. In totale, 2,749 milioni di persone prive di un posto di lavoro fisso. Stando a quanto affermato dal report analitico dell’Istituto statistico, pertanto, continuerebbe a crescere il numero dei dipendentiatipici”, quelli con un contratto di lavoro non a tempo indeterminato: una platea in incremento di 7,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+ 166 mila unità), che coinvolge principalmente i giovani sotto i 35 anni.

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Disoccupazione italiana all’8,9%

Secondo quanto affermato dall’Istituto Nazionale di Statistica, il mercato del lavoro starebbe rapidamente peggiorando, con un tasso di disoccupazione cresciuto di 0,1 punti percentuali a dicembre (rispetto al mese di novembre), e di 0,8 punti percentuali su base annua, per un totale dell’8,9%.  Il dato rilevato dall’Istat è grave per una lunga serie di motivi. Il primo, è che delude fortemente le attese degli analisti locali, che stimavano un calo del tasso all’8,7%, sulla scia di alcune positive evoluzioni del comparto occupazionale. Il secondo, è che si tratta altresì del dato statistico più elevato dal gennaio del 2004 ad oggi (ovvero, dall’inizio delle serie storiche dell’Istat).

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Spagna: disoccupazione a livelli record

Il mercato italiano del lavoro non gode di ottima salute, ma in Europa c’è – addirittura – chi sta peggio. E per trovare uno dei fanalini di coda del comparto occupazionale non occorre spostare lo sguardo troppo al di là. Basta solo superare i Pirenei e approcciare in Spagna, dove il tasso di disoccupazione è schizzato al 22,9% e il numero dei senza lavoro ha oramai toccato la straordinaria cifra di 5,3 milioni di unità, per i massimi livelli dagli ultimi 17 anni. Il tasso di disoccupazione conseguito a fine 2011 dalla Spagna riesce contemporaneamente a deludere gli analisti (che attendevano un tasso non lontano dal 22,2% – 22,4%) e, soprattutto, a portare le lancette dell’orologio indietro nel tempo fino al 1995.

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Lavoro: gli italiani sono i più scoraggiati

In Europa sono oltre 8 milioni le risorse professionali che – pur essendo disponibili a lavorare – hanno da tempo rinunciato a trovare un impiego. Una lunga fila di scoraggiati che, secondo quanto afferma un recente report condotto dall’Eurostat, vedrebbe la propria composizione colorata a forti tinte tricolori. Stando alle analisi compiute dall’osservazione dell’Istituto statistico europeo, infatti, sugli 8,2 milioni di lavoratori europei che risultano arricchire le schiere degli scoraggiati, circa un terzo sarebbe italiano (2,7 milioni).

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