Cina, crescita dell’industria manifatturiera!

In Cina l’industria manifatturiera continua a crescere, alimentando i pericoli di una bolla di settore.

Secondo quanto dichiarato dal gruppo Li & Fung, società di Hong Kong che periodicamente monitora i principali dati provenienti dalla Cina, l’industria manifatturiera del più popoloso Paese asiatico è cresciuta a un ritmo sempre più veloce durante il mese di marzo, alimentando le considerazioni di coloro che ritengono opportuno porre un freno al trend assunto dagli incrementi dei fondamentali cinesi. Molti economisti cominciano a domandarsi quanto sia realmente sostenibile una crescita a questi ritmi del popolo cinese.

L’indice (PMI) è infatti cresciuto a quota 55,1 punti rispetto ai 52 punti di febbraio: un elemento che pertanto si mostra in costante crescita, tenendo altresì in considerazione che qualsiasi dato sopra i 50 punti indica un’espansione dell’industra più o meno convinta.

Così come la Cina, anche le altre principali aree produttrici mondiali si stanno apprestando a pubblicare i dati relativi all’andamento delle rispettive industrie manifatturiere. E, a proposito di quanto sopra, apprendiamo che in Australia l’indice ha subito una flessione a 50,2 punti, poco sopra il livello che denota un’espansione industriale.

In attesa di dati consuntivi, sembrano positive le notizie provenienti dagli Stati Uniti, dove l’industria manifatturiera dovrebbe aver incrementato ulteriormente la propria produttività, per la terza volta negli ultimi quattro mesi.

Più negative le notizie provenienti dal Giappone, dove le previsioni sull’industria manifatturiera sono ancora pessimiste, ma in ripresa rispetto alla fine dello scorso anno.

Gli sviluppi del settore, come è ovvio che sia, andranno di pari passo con la risoluzione dei problemi economici in Europa e nel mercato americano dove si concentrano le maggiori vendite dei grnadi gruppi del settore.

Gli analisti (anche se con molta prudenza) prevedono una leggere ripresa a partire dal prossimo anno con qualche sviluppo a partire dal 2012. Ovviamente si tratta di previsioni estremamente delicate in quanto nessuno può sapere con esattezza se il vecchio continente riuscirà a mettersi alle spalle tutte le problematiche fin qui riscontrate.

Sta di fatto che molto dipenderà proprio dalla capacità dell’Europa di isolare i singoli paesi con i conti in difficoltà (pensiamo principalmente alla Grecia) evitando che si possa verificare un contagio.

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