Aumentano i tassi dei mutui variabili

Marzo all’insegna dell’aumento dei tassi di interesse per chi ha già o si appresta a sottoscrivere un mutuo a tasso variabile per l’acquisto di un immobile. Torna di moda, quindi, l’eterno dilemma su quale mutuo sia più conveniente scegliere: approfittare della stabilità e della sicurezza del mutuo a tasso fisso oppure optare per i vantaggi nell’immediato del tasso variabile? Ovviamente i sostenitori dell’uno o dell’altro prodotto potrebbero continuare in eterno a discutere su quale mutuo sia più conveniente perchè una scelta sicura al 100% non si può avere. Tuttavia è possibile cercare di analizzare l’andamento dei tassi per capire quali potrebbero essere gli sviluppi nel medio periodo.

In media, infatti, si registra un aumento dei tassi di interesse di o,08 – 0,10 punti percentuali che seppur possano sembrare pochi nel lungo periodo, cioè nel periodo di riferimento di un mutuo, possono rappresentare un aumento consistente.

Ecco tutti i dettagli:


Aumenti mutui variabili

Ma se aumentano i tassi variabili c’è anche da registrare un andamento piuttosto instabile anche dei tassi fissi (ovviamente discorso valido solo per chi si appresta a stipulare un nuovo mutuo): da una parte vi è un calo dei tassi di interesse dei mutui di breve periodo mentre aumentano quelli di lungo periodo ossia i mutui a 25-30 e 35 anni.

Per fare un esempio reale e comprensibile da tutti possiamo dire che stipulando oggi un mutuo casa a tasso variabile di 200 mila euro della durata di 10 anni si pagherà oggi circa 12-13 euro al mese in più. Cifra che aumenta nel caso di mutui a 15 – 20 anni mentre non vi è nessun aumento per i mutui variabili a 30 anni.

Quindi quale mutuo conviene scegliere?

Attualmente i prodotti più interessanti dal nostro punto di vista continuano ad essere i mutui con cap, ossia i mutui a tasso variabile che garantiscano un tetto massimo oltre il quale la rata non possa salire.

In alternativa conviene orientarsi su un tasso fisso in caso di mutui di breve durata (10-15 anni) mentre per periodi più lunghi conviene valutare anche un variabile pure accettando, però, la possibilità di subire forti aumenti nei prossimi anni.

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