Occupazione giovanile: Italia maglia nera europea

Secondo Confartigianato su 100 ragazzi italiani sotto i 35 anni, 16 non hanno un’occupazione. Una proporzione già di per sé preoccupante, che sale addirittura a 25 su 100 al Sud, e che tocca il suo picco massimo in Sicilia, dove la disoccupazione giovanile riguarda ben 28 ragazzi e ragazze su 100. Ancora peggio le condizioni degli under 24: più di 3 su 10 non hanno un lavoro. Parliamo di una stima pari al 30% e di un trend in forte crescita che non lascia presagire nulla di buono per i prossimi mesi viste anche le nuove difficoltà che stanno caratterizzando la finanza nel nostro paese.

I sintetici dati appena espressi contribuiscono a fotografare un’Italia davvero disastrata sul fronte occupazionale. Tant’è vero che il numero di giovani senza lavoro (1,2 milioni di under 35) permette al Paese di potersi eleggere quale la prima economia europea per quanto concerne i giovani privi di occupazione.

Come evidente, la situazione è degenerata nel corso degli ultimi anni. Complice è la grande e lunga crisi economico finanziaria, che avrebbe bruciato circa 926 mila posti di lavoro, andando a toccare in maniera significativa la già scarsa popolazione giovane lavorativa, soprattutto nel Centro e nel Sud Italia.

Proprio nel Mezzogiorno vengono infatti riscontrate le percentuali più elevate di disoccupazione giovanile. Come abbiamo affermato in apertura, il picco spetta alla Sicilia, con il 28,1%. Male anche la Campania (27,6%), la Basilicata (26,7%), la Sardegna (25,2%), la Calabria (23,4%) e la Puglia (23%).

D’altro canto, situazione completamente inversa per le Regioni del Nord. La percentuale più bassa di disoccupazione giovanile è riscontrabile in Trentino Alto Adige, con il 5,7%, in Valle d’Aosta (7,8%), Friuli Venezia Giulia (9,2%), Lombardia (9,3%) e Veneto (9,9%), uniche macro aree della Penisola senza la doppia cifra.

Insomma è necesario che il governo prenda quanto prima dei provvedimenti seri e immediati per arginare questa situazione che sta diventando estremamente pericolosa per la nostra economia. La mancanza di lavoro per gli under 30 significa che i giovani sono costretti a rimanere sulle spalle delle famiglie fino in tarda età.

Ciò comporta un ulteriore aggravio sul budget familiare e, di conseguenza, una diminuzione del potere di acquisto delle stesse.

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