Dimuiscono i Mutui under 30

Ancora una notizia negativa dal fronte dei mutui dove uno studio del portale mutui.it permette di comprendere quale sia lo stato di salute dei finanziamenti per la casa nel sud Italia. Stando ai numeri diffusi, infatti, una richiesta di mutuo su 5 è effettuata da under 30 ma solo il 3% di queste vanno a buon fine.

Una percentuale bassissima che testimonia il fortissimo disagio dei giovani nel sud del nostro paese costretti ad inseguire il sogno di una casa di proprietà. Lo studio in questione prende in considerazione le regioni di Puglia, Sicilia, Basilicata, Campania e Calabria, ossia le regioni dove il tasso di approvazione delle pratiche di mutuo è più basso.

Piazza Affari: bene i titoli bancari

Stamattina pessima apertura delle borse che sembravano essere assolutamente indifferenti alle manovre che trapelano dal G20 appena concluso con cui si dovrebbe provvedere al default pilotato della Grecia per evitare la debacle dell’Europa. Tuttavia Piazza Affari ha trovato la forza di virare in positivo trainata dal comparto bancario.

Insomma se l’obiettivo del G20 era quello di far capire che si provvederebbe comunque al salvataggio dei paesi europei (costi quel che costi) per tranquillizzare le borse il risultato, per ora, sembra essere stato raggiunto.

Il G20 vuole salvare l’Europa

Il G20 appena concluso ha un’importanza senza precedenti visto e considerato che il tema del giorno sul banco dei ministri economici dei 20 paesi più potenti del mondo è stato uno soltanto: come salvare l’euro e l’Europa! Si perchè la paura degli Stati Uniti, della Cina e delle altre potenze asiatiche è che l’Europa possa innescare una recessione senza precedenti. Questo timore ha spinto i paesi del G20 ha prendere delle decisioni senza precedenti pur di salvare l’Euro e, di conseguenza l’economia globale, visto che un eventuale default di uno dei paesi membri avrebbe ripercussioni gravissime e, forze, insostenibili.

Spread BTP – Bund sopra 400: è allarme

Ancora problemi sul debito del nostro paese dopo che ieri S.&P. aveva tagliato il rating a 7 banche italiane. Infatti stamattina il differenziale tra i nostri Btp e i Bund tedeschi è salito nuovamente sopra quota 400 vicinissimo al massimo storico di questo valore dall’entrata dell’euro. Si tratta di un campanello di allarme gravissimo che richiede un intervento immediato del nostro governo e delle principali istituzioni europee. Il rischio è che il nostro paese possa veder precipitare la situazione in pochissime settimane visto che uno spread su questi livelli renderebbe difficilissimo riuscire a rifinanziare a costi sostenibili il nostro debito pubblico.

Le tensioni sui mercati si sono viste fin dalle primissime ore dle mattino con le principali piazze borsistiche europee che hanno aperto la giornata in negativo e con Milano che, neanche a dirlo, era una delle peggiori.

Standard and Poor’s abbassa il rating italiano

Si era ventilata da giorni ma questa era un’ipotesi che in molti speravano potesse non realizzarsi, e invece Standard and Poor’s ha deciso di abbassare il rating sul debito del nostro paese portandolo da A+ ad A. Mentre Moody’s continua a tenerci sotto osservazione l’altra principale agenzia di rating non ci ha pensato 2 volte e ha deciso di abbassare la fiducia nei confronti dell’Italia.

Ma quali sono le motivazioni di questo pericoloso declassamento? Purtroppo sono tutte cose di cui siamo molto consapevoli…

Famiglie: perdita del potere del 40%

La notizia è di ieri ed è di quelle che fanno male. Almeno fanno male alle famiglie italiane visto che secondo il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (detto anche Casper) hanno eprso circa il 39,7% del proprio potere di acquisto rispetto a 10 anni fa. Per arrivare a questo dato sono stati raffrontati i prezzi di tantissimi beni (esattamente oltre 100 prodotti) di largo consumo, dalle pizze alle penne, e quello che è emerso è un dato davvero preoccupante: gli italiani si possono permettere sempre meno!

In quest’ottica, denuncia il Casper, come è possibile pensare che l’economia del nostro paese possa riprendere a crescere? Proprio per attirare l’attenzione del governo e delle istituzioni su un problema che va a colpire nel cuore la nostra economia, oassia quella reale delle nostre famiglie, il Casper ha indetto per il 15 Settembre una protesta in piazza.

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