Ora la concorrenza tra brand fa risparmiare

Risparmiare fino a 1.300 euro all’anno per la spesa alimentare della famiglia. Secondo una recentissima indagine compiuta da Altroconsumo su un vasto campione di oltre 900 supermercati,   sarebbe possibile conseguire il beneficio di cui sopra, su una spesa annua di 6.300 euro per famiglia, grazie alla presenza di una più accesa concorrenza tra supermercati, ipermercati e discount. Il risparmio medio è di 700 euro, ma in alcuni centri abitati si superano agevolmente i 1.000 euro, un aspetto assolutamente positivo per i consumatori italiani, specialmente in un contesto economico difficile come quello che stiamo attraversando.

La conclusione cui giunge l’indagine di Altroconsumo è, pertanto, che laddove c’è più concorrenza, c’è anche una maggiore convenienza per quei consumatori che fanno la spesa nei centri commerciali di grandi e piccole dimensioni. Tra le città più convenienti, sempre secondo l’associazione, vi sarebbe Verona, dove è possibile fare una spesa annua con “soli” 5.758 euro.

Laddove invece la concorrenza è minore – in Sardegna, in Sicilia e in Calabria – i prezzi sono più salati, per la disperazione dei portafogli delle famiglie delle regioni in questione.

Sul fronte delle singole categorie di vendita, le promozioni di marca consentono un risparmio di quasi un quarto dei prezzi ordinari, con un beneficio che sale al 38% sui marchi commerciali e il 42% sui prodotti a primo prezzo, per poi giungere addirittura al 50% negli hard discount.

Una conclusione senz’altro veritiera, in uno scenario di contrazione continua dei consumi, che va ora a interessare in maniera più insistente proprio i centri commerciali e le grandi catene di distribuzione, che per la prima volta nei tempi a noi più recenti, sono costrette a chiudere un mese (quello di luglio) con dati di vendita in flessione maggiori rispetto a quelli dei piccoli negozianti.

Concorrenza che va sicuramente incentivata per garantire una condizione di mercato ottimale volta a migliorare la qualità dei prodotti e ad ottimizzare i costi finali che gravano sul budget delle famiglie italiane.

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