Crisi finanziaria: l’intervista a rischiocalcolato.it

In uno scenario sempre più compromesso dalla crisi internazionale ci stiamo abituando a vivere il paradosso delle montagne russe con le borse che non fanno altro che salire e scendere in un continuo movimento che sembra paragonabile solo a quello delle montagne russe.

Proprio per questo abbiamo voluto sentire cosa ne pensa Funnyking, autore di rischiocalcolato.it, uno dei siti di riferimento per quanto riguarda l‘informazione finanziaria che nell’ultimo periodo si è particolarmente distinto per essere riuscito a coniugare informazione prettamente tecnica con una visione più ampia rivolta anche all’analisi politica.

A lui abbiamo rivolto alcune domande e le risposte, interessantissime, sapranno essere di ispirazione per molti trader o per coloro che vogliano avvicinarsi solo ora a questo mondo, tanto bello quanto difficile e complesso specialmente in questa fase.

Disoccupazione giovanile alle stelle (solo in Italia si parla del 27%), borse che sembrano impazzite, il vicino fallimento della grecia, e il rischio annunciato da tante autorevoli fonti di una terribile recessione. Quale scenario economico ci dobbiamo preparare ad affrontare?

Nella mai opinione lo scenario, almeno per i prossimi 18 mesi, è quello di una sostanziale deflazione da debito, un periodo nel quale sarà la nuova normalità assistere a diverse forme di bancarotta di stati e banche. Espressioni come “ristrutturazione dei debiti”, “nazionalizzazione”, “salvataggio” entreranno sempre di più nel vocabolario della finanza. I debiti del settore pubblico e di quello privato semplicemente non sono onorabili in via ordinaria.

Il fallimento è solo un metodo per risolvere la questione, normalmente questo meccanismo ripartisce l’onere del debito” fra creditore e debitore. Purtroppo in questo caso esiste un altro attore ovvero il cittadino che sempre di più sarà chiamata a contribuire al risanamento del sistema.

Sempre meno soldi saranno nella disponibilità reale dei cittadini, rallenteranno investimenti e consumi. Nonostante le pesanti e sconsiderate iniezioni di liquidità delle banche centrali i prezzi rimarranno sostanzialmente stabili (e in qualche caso caleranno) ma il potere di acquisto delle persone diminuirà ancora di più.

Quanto incidono, secondo lei, le divisioni interne nell’eurozona (testimoniate anche ieri dal no della Slovacchia al fondo salva Stati) sull’andamento della crisi che, a detta anche di Trichet, va peggiorando molto velocemente?

Moltissimo, ma se devo dire la verità io vedo questa crisi come un occasione di crescita dell’unione europea nel senso di una maggiore integrazione e coordinamento. Da questa crisi uscirà un Europa molto più unita di oggi oppure nessuna Europa.

In questi ultimi mesi abbiamo assistito ad una sorta di montagne russe in borsa con titoli che un giorno guadagnano il 3% per poi il giorno dopo perdere piů del doppio. Cosa deve fare un piccolo trader in una fase così difficile?

Non mi piace l’espressione “piccolo trader“, fare il trader è un mestiere difficile che vuole disciplina e preparazione, improvvisarsi trader è un modo contorto per perdere il proprio denaro. L’Unico consiglio che mi sento mi dare a chi vuole fare il trader è quello di mettere in dubbio le proprie idee ogni singolo giorno e di non innamorarsi mai di una particolare visione del mercato. Magari nel lungo periodo il mercato ti darà ragione ma intanto tu sarai già rovinato.

Infine voglio chiederle un’ultima cosa: che consiglio si sentirebbe di dare a chi vuole avvicinarsi ora al mondo della borsa?

Prima studiare e non avere paura di chiedere aiuto, la rete è una miniera di informazioni essenziale. Perdere soldi in borsa è persino più facile che fare un click con il mouse.

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