Fuga di capitali dall’Italia e dalla Spagna

In questi ultimi giorni lo stiamo ripetendo a più non posso: attenzione agli effimeri rialzi dei mercati finanziari. Il motivo, come ben si sa, è che i problemi che affliggono l’economia reale sono ancora tutti irrisolti. Ne è l’ennesima testimonianza la crescente fuga di capitali che affligge i paesi del sud Europa e, in particolare, Spagna e Italia. Questo sta ad indicare che la fiducia nella possibilità di una ripresa a breve è inesistente. Ma oltre a questa indicazione di massima questo aspetto rappresenta un vero e proprio problema per la nostra economia in quanto, molto presto, potremmo trovarci a corto di liquidità. Lo squilibrio che si sta venendo a creare tra i cosidetti PIIGS e i paesi del nord europa come Germania, Olanda e Lussemburgo è, a dir poco, preoccupante. Il grafico qui sotto mostra, inesorabilmente, come la fuga di capitali abbia subito una brusca accellerazione ad Agosto 2011 e non si sia ancora arrestata… anzi il trend sembrerebbe confermare una fase rialzista del fenomeno.

Secondo l’analisi effettuata da Bloomberg la fuga di capitali verso i paesi del nord Europa non ha precedenti nella storia dell’euro e gli sforzi fatti fino ad ora con le 2 operazioni LTRo sembrano essere totalmente insufficienti per garantire un minimo di stabilità all’interno dell’area euro.

Anche il il fondo EFSF che, ad oggi, può vantare una copertura di 600 miliardi è assolutamente insufficiente visto che solo per aiutare Spagna e Italia ne servirebbero almeno 1 trilione di euro. Secondo Bloomberg sarebbe molto più produttivo ideare un sistema di unione fiscale sullo stile degli Stati Uniti dove si possa intervenire arginando le difficoltà dei paesi economicamente più deboli.

Ma oltre ai grandi capitali si assiste ad una vera e propria fuga anche dei piccoli risparmiatori preoccupati di un possibile default e di veder bruciati anche quei pochi risparmi che ancora si hanno da parte. Non a caso sul web, e in particolare sui principali blog e forum del settore, si possono trovare molte richieste da parte di famiglie e piccoli risparmiatori che domandano informazioni su come portare all’estero 10 o 20 mila euro.

Come se non bastasse stanno aumentando anche le esportazioni di oro verso la Svizzera. Secondo i dati diffusi dall’istat le esportazioni di oro greggio sono aumentate del 149,8% nel mese di Gennaio e lo stesso trend lo si può registrare anche sul mercato dell’oro usato, come testimoniano i tantissimi negozi di “compro oro” che sono stati aperti negli ultimi mesi nelle principali città italiane.

Il settore, infatti, ha registrato un enorme crescita per via delle tantissime famiglie che si stanno liberando dell’oro per far fronte alle normali spese quotidiane. Oro che dai punti acquisto sparsi per la città vanno a finire nelle banche e da li vengono portati in Svizzera.

Conclusioni e impatto sui mercati

Resta valida la nostra visione di fondo che resta, per il momento, pessimista. I rialzi degli ultimi giorni sui mercati finanzriari potrebbero essere stati solo dei semplici assestamenti tecnici ma il quadro macro economico di fondo è estremamente negativo.

Non a caso l’EURO STOXX Banks Price, ossia l’indice del comparto bancario europeo, conferma il trend ribassista. Quindi è d’obbligo prestare la massima attenzione se si vuole operare sui mercati finanziari in un contesto difficile come quello attuale.

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