Io cresco, il libretto per bimbi da o a 12 anni

In queste ultime settimane abbiamo parlato più volte di come risparmiare per cercare di ottimizzare il proprio budget familiare e superare questo difficile momento economico. Proprio il risparmio è alla base della cultura economica italiana e ci ha consentito, tra l’altro, di superare momenti di grande crisi con maggiore facilità. Le poste italiane per diffondere ulteriormente la cultura del risparmio hanno introdotto il libretto postale “io cresco” dedicato ai bambini da 0 a 12 anni.

Si tratta di un libretto che permette di accumulare soldi per i propri figli che, una volta maggiorenni, si troveranno un piccolo gruzzolo con cui poter dare vita ai propri progetti.

Il libretto postale io cresco, infatti, può essere intestato solo ai bambini fino al 12° anno di età, non presenta alcun costo di apertura o di gestione e offre un rendimento lordo dell’1,55%.

Il rendimento in se stesso non è altissimo visto che oggi si possono trovare molti conti di deposito che offfrono oltre il 4% ma resta comunque un rendimento interessante. In più, essedo intestato al bambino, stimolerà anche i parenti a effettuare qualche versamento contribuendo al futuro del bambino.

Inoltre fino al 31 Marzo 2012 per tutti i nuovi nati Poste Italiane regalerà un primo versamento di 10 euro sul libretto postale “io cresco” così da dare inizio all’accumulo del capitale del bimbo. Un’iniziativa che fa parte di un progetto più ampio volto a diffondere la cultura del risparmio nei più giovani.

C’è da sottolineare che una volta raggiunti i 12 anni di età i soldi accumulati sul libretto verranno trasferiti automaticamente sul libretto “io conosco” riservato ai giovani tra i 12 e i 14 anni, libretto che più o meno presenta le stesse caratteristiche.

Di differente si ha una speciale carta che permette di versare e di ritirare dagli sportelli postamat presenti negli uffici postali. Carta che di regola dovrebbe avere poca importanza (visto che il libretto dovrebbe essere inteso come una sorta di salvadanaio) ma che di fatto trasforma il libretto in una specie di miniconto.

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