Posteprevidenza Valore: la pensione integrativa di Poste Italiane

Di questi tempi parlare di pensione integrativa non è solo utile, ma quasi necessario. Ormai il mercato si è dotato di molti prodotti che offrono una pensione complementare a quella “di Stato”, e tra i tanti prodotti troviamo Postaprevidenza Valore di Poste Italiane. Si tratta di una soluzione ideale per chiunque voglia investire i propri risparmi col fine di percepire, un domani, una pensione più alta rispetto a quella che gli sarebbe toccata dall’Inps.

Postaprevidenza Valore quindi non è altro che un piano di previdenza complementare progettato da Poste Italiane. Come ogni altro piano di questo genere, anche questo è ad adesione libera e ha l’obiettivo di generare una rendita mensile in un futuro prossimo. Una rendita che ovviamente andrà ad integrare la pensione.

Il vantaggio di questa soluzione sta nella flessibilità che concede all’intestatario: ad esempio, la pensione integrativa di Poste Italiane permette all’utilizzatore di sospendere i versamenti verso il fondo per un determinato periodo di tempo, così come dà la possibilità di modificare (al rialzo o al ribasso) l’importo della rata mensile che si è scelto di destinare al piano. E’ quindi possibile dirottare il proprio TFR al fondo, ma è anche possibile effettuare, persino online, dei versamenti in più sul proprio conto pensionistico. Insomma, Posteprevidenza Valore garantisce una flessibilità tutto tondo.

Non è finita qui, perché l’adesione al piano dà anche diritto alla deducibilità del capitale interessato secondo i parametri stabiliti dalla legge.

Ma chi può aderire a Postaprevidenza Valore? La pensione integrativa di Poste si rivolge a tutti i lavoratori e a coloro che non percepiscono alcun reddito. L’intestatario quindi può essere praticamente chiunque, persino il minorenne che si reca all’ufficio postale accompagnato da un genitore. Ovviamente può incutere un po’ di timore il fatto che per molti anni si “vincolino” i propri risparmi in un piano di questo genere, pertanto vale la pena precisare che in realtà, se durante la fase di accumulo ci dovesse essere la necessità di farlo, l’utilizzatore potrà assolutamente richiedere riscatti e anticipazioni (ovviamente attenendosi ai limiti stabiliti dalla legge).

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