Bnp, il progetto di ristrutturazione per l’Italia

Bnp Paribas ha presentato ai sindacati un maxi piano di revisione della propria posizione in Italia, consolidata prevalentemente attraverso la proprietà della Banca Nazionale del Lavoro. Un piano che si preannuncia piuttosto radicale, visto e considerato che – all’interno delle principali voci – spicca la riduzione di 1.300 unità nel personale entro il 2014, e la riduzione delle nuove aperture da 50 a 10 agenzie.

A ben vedere, quindi, il nuovo piano si presenta come una netta riduzione delle aspettative e delle ambizioni rispetto al progetto industriale precedente. Un piccolo passo indietro che sembra esser stato effettuato in virtù delle modificate condizioni dei mercati europei, e che coinvolge non solamente l’Italia, ma la gran parte dei mercati nei quali opera il gruppo transalpino.

Considerati i numeri di cui sopra, è pressochè scontata l’opposizione delle parti sindacali, che già fanno notare come il nuovo approccio aziendale contraddica nei fatti il piano 2010 – 2012, e “le assicurazioni fornite pubblicamente dai vertici aziendali sulla stabilità delle banche e sulle prospettive di sviluppo”.

Per quanto concerne la riduzione del personale, la banca ha già comunicato che intender muoversi attraverso pensionamenti e un piano di esodi, supportando altresì la mobilità geografica e funzionale. Non si escludono, comunque, ritocchi più o meno significativi al piano di revisione, visto e considerato che lo stesso dovrà essere discuto con i sindacati, per giungere a una risoluzione entro la metà di gennaio.

Considerata la “profonda distanza tra le parti (giusto per citare, virgolettate, le parole dei sindacati), difficilmente si riuscirà a giungere a una soluzione bonaria in tempi rapidi.

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