Borse: male i listini europei, sale lo spread

Chiusura in negativo per Piazza Affari che ha terminato una settimana pessima facendo registrare, nella giornata di ieri, uno -0,38%. Un risultato pessimo quello degli ultimi giorni di contrattazione che hanno visto protagoniste (nel bene e nel male), ancora una volta, le banche con Intesa San Paolo che ha perso il 3,34% solo nella giornata di Venerdì. Male anche Unicredit, Pirelli e Azimut che hanno perso rispettivamente il 3,95, il 4,25 e il 4,91%. Volendosi consolare un po tanto meglio non è andato neanche alle altre borse europee visto che hanno chiuso la settimana tutte o quasi con il segno meno.

Ancora tensioni anche sul fronte dello spread che si mantiene su livelli altissimi, fermandosi intorno a quota 474 punti base con il rednimento del titolo a 10 anni che sale al 6,59%. Parliamo di interessi altissimi che sarà difficile sostenere ancora a lungo.

Tra i titoli che sono andati meglio, invece, spiccano alcuni titoli bancari con la Banca Popolare di Emilia Romagna che guadagna addirittura l’11,53%, Ubi Banca poco meno dell’8% e Mediolanum il 6,43%.

Ma come dicevamo tanto meglio non è andato nemmeno alle altre piazze europee con Francoforte che ha chiuso con uno -0,27%, Parigi in calo dello 0,88% e Madrid -0,90%; una delle poche eccezioni è la borsa di Londra che ha fatto registrare una lievissima ripresa fermandosi al + 0,18%.

Intanto secondo Michael Platt, il proprietario del fondo hedge BlueCrest, la crisi del debito europea subirà un deciso peggioramento nel corso del 2012 con ripercussioni importanti per l’economia mondiale. Ma Platt non è l’unico a fare previsioni pessimistiche per il 2012 anzi, si stanno moltiplicando gli studi che confermerebbero un aggravamento della crisi nel corso del prossimo anno causa la recessione che investirà tutte le principali economie dell’area euro.

Problemi che riguarderanno in primis le banche del vecchio continente ed inevitabilmente anche i debiti dei paesi più a rischio club nel quale oltre all’Italia e alla Spagna è entrata di diritto anche la Francia.

Nei prossimi giorni vi presenteremo parte di questi studi rielaborati dal nostro staff.

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