Italia: la recessione durerà per tutto il 2012

La recessione che stiamo attraversando durerà per tutto il 2012. E’ questo l’allarme lanciato dal Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, all’audizione presso la commissione bilancio della Camera, che sottolinea come siano necessarie delle manovre immediate a sostegno di famiglie e imprese. Secondo il ministro l’economia italiana è ferma da troppo tempo e proprio per questo, aggiungiamo noi, necessita di inteventi immediati per evitare che la recessione si prolunghi oltre il 2012 con danni inimmaginabili. Passera ha anche sottolineato come sulle imprese gravi un problema che rischia di minare nel profondo la nostra economia, ossia lo “scaduto“. Si tratta di circa 100 miliardi di crediti scaduti che le imprese non riescono ad incassare mettendo a durissima prova i bilanci. Secondo il ministro risolvendo il 50% dello scaduto entro il prossimo anno si potrebbe dare una forte spinta alla ripresa economica.

In effetti spetta proprio allo stato risolvere questo problema visto che dei 100 miliardi di “scaduto” ben 60 sono da attribuirsi a mancati pagamenti della pubblica amministrazione e solo 40 miliardi di euro derivati da mancati pagamenti tra le aziende. E’ facile ipotizzare che se lo stato sbloccasse quei pagamenti si potrebbe fortemente ridurre anche lo scaduto tra le aziende.
Il rischio che si corre è quello di un vero e proprio credit crunch: la mancanza di liquidità dovuta alla chiusura dei rubinetti da parte delle banche (impegnate a raccogliere liquidità per rispettare i rigidi parametri imposti dall’Eba) e l’aumento delle sofferenze potrebbero deteriorare l’accenno di ripresa che dovrebbe cominciare a intravedersi verso la fine del primo semestre di quest’anno. Una ripresa che, comunque, sarà molto lenta e fragile.

Ma se questa è la situazione dell’Italia come se la passa il resto dell’Europa?

Come ben sappiamo nessun paese europeo può dirsi, in questo momento, fuori pericolo. Di Portogallo e Spagna abbiamo già abbondantemente parlato in questi ultimi giorni e sappiamo bene quali siano le enormi difficoltà che dovranno affrontare nel corso del 2012. Un campanello d’allrame, però, arriva anche da quei paesi considerati economicamente più solidi come, per esempio, Francia e Inghilterra.

In particolare quest’ultima ha registrato una brusca frenata della propria economia. Secondo l’Office for National Statistics l’economia britannica si è fortemente ridotta (lo scorso anno il paese è cresciuto dello 0,7%) per via del forte calo del reddito disponibile delle famiglie nel corso dell’ultima parte del 2011.

Stando ai dati diffusi in questi giorni le famiglie inglesi hanno visto ridurre la propria capacità di risparmio al 7,7% (dal 7,9%) confermando il trend negativo che rappresenta, così, il più grande calo dal 1997. I consumatori inglesi sono schiacciati dalla mancata crescita dei salari e dalla crescente inflazione che ne limita il potere di acquisto costringendo le famiglie a non risparmiare pur di mantenere il proprio stile di vita.

Fuori dall’Europa, invece, c’è da seguire con particolare attenzione il caso della Cina. La locomotiva economica della repubblica popolare sembra stia rallentando la sua corsa ad un ritmo pericoloso. L’economia cinese, infatti, pone le sue basi sulle esportazioni nei 2 principali mercati: Stati Uniti ed Europa. Proprio per questo la crisi dell’eurozona, che è esplosa a poca distanza da quella americana del 2008, sta mettendo a dura prova l’economia cinese che rischia di crescere molto meno del previsto.

Non a caso le autorità economiche del paese stanno testando dei pacchetti di riforme finanziarie volte a rilanciare il mercato interno liberalizzando il sistema finanziario e favorendo la crescita del paese per svincolarsi dalla dipendenza dalle esportazioni.

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