Disoccupazione: è nuovo record

Ancora brutte notizie dal fronte occupazionale. Nel nostro paese la disoccupazione ha toccato un nuovo record raggiungendo il 12,2%, valore massimo dal 1977, ossia da quando se ne tiene traccia. Il tutto proprio nell’anno, il 2013, che moltissimi economisti definivano essere quello della rinascita. Un timido segnale di miglioramento sembrerebbe arrivare dal fronte dei giovani visto che la disoccupazione per chi ha meno di 35 anni si attesta sul 38,5%, in calo di 1,3 punti rispetto alle precedenti rilevazioni. Tuttavia vorrei smorzare subito facili entusiasmi perchè, a mio avviso, questo leggerissimo miglioramento è dovuto solo ed esclusivamento al periodo di riferimento… ossia l’inizio della stagione estiva dove molti giovani trovano un lavoro temporaneo per 2 o 3 mesi specialmente nel settore turistico, balneare e ristorativo. Insomma il classico fuoco di paglia pronto a sgonfiarsi a Settembre.

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Ma la ripresa che doveva caratterizzare il 2013 dove è finita? Cosa sarà dell’Europa e, in particolare, del nostro paese? Abbiamo ancora speranza di poter rialzare la testa o dobbiamo rassegnarci ad un’economia stagnate fatta di aziende che chiudono e di giovani (e non) senza lavoro?

Più o meno su questo si è espresso il presidente della società di rating Dagong, Guan Jianzhong, in occasione dell’apertura dell’ufficio europeo con sede a Milano. Queste le sue parole “Non mi sembra di rilevare possibilità di un miglioramento del rating italiano perché l’economia è stagnante e non ci sono le riforme e le condizioni per una svolta strutturale dell’economia nazionale“.

Parole semplici, chiare e senza giri di parole. In Italia la situazione è difficile, per non dire drammatica, e senza delle riforme strutturali importanti è impensabile che sia possibile arrestare questa terribile recessione.

D’altronde non è che la crisi possa svanire come per magia, che le aziende tornino ad assumere e le persone a spendere… insomma cerchiamo di essere seri. Come sottolinea il Presidente di Confindustria, Squinzi, “Il problema vero non è incentivare l’occupazione, il problema è crearla e si crea solo se c’è una crescita forte. Quindi bisogna intervenire sul complesso dell’economia“.

Insomma va bene incentivare le assunzioni ma se poi non si da modo alle aziende di vendere comunque non assumeranno. Bisogna intervenire a 360 gradi se si vuole arginare la crisi valorizzando tutto quello che fino ad oggi la politica ha contribuito a distruggere. Quando, e solo quando, cominceremo a valorizzare turismo, industria, agroalimentare e artigianato, cioè tutto quello che ha reso grande il nostro piccolo paese in passato, si potrà guardare al futuro con speranza.

Non a caso uno dei nostri articoli più letti è quello dedicato alle richieste di disoccupazione ordinaria all’inps.

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