Tasi 2015: guida al pagamento della prima rata

Anche quest’anno si sta per avvicinare la data di scadenza entro la quale occorrerà pagare la Tasi 2015, ovvero la tassa sui servizi indivisibili che colpisce i proprietari e gli inquilini di immobili. La confusione su questo fronte è stata davvero molta, tanto è vero che sono ormai diversi mesi (se non anni) che si discute di quale sia la formula migliore per tassare gli immobili degli italiani, di quali siano i criteri più equi per farlo, le aliquote più umane o la formula di calcolo più giusta. Insomma la discussione sul fronte della “tassa sulla casa” è ancora apertissima, ma intanto rimaniamo coi piedi per terra e andiamo subito a conoscere come procedere al pagamento della prima rata della Tasi 2015.

Tasi 2015: chi sono i soggetti interessati

Non tutti gli italiani vengono coinvolti dal raggio d’azione della Tasi, poiché la Legge di Stabilità 2014 ha stabilito che questa tassa sui servizi indivisibili forniti dai Comuni debba riguardare tutti coloro i quali posseggono o detengono un fabbricato con tanto di abitazione principale e aree edificabili; esenti sono invece i possessori o i detentori di terreni agricoli che fanno capo al regime previsto dall’IMU. In sostanza, la Tasi 2015 va perciò a colpire:

  • Proprietari di immobili.
  • Titolari di altro reddito reale su un dato immobile.
  • Inquilino in locazione (in questa eventualità all’inquilino viene attribuito un carico di imposta che va dal 10 al 30% del totale a seconda di quanto stabilito dal Comune di appartenenza).

Ma al di là di queste tre casistiche-tipo, ci sono altre forme di proprietà dell’immobile che possono dar vita ad una serie di dubbi. Per questa ragione è opportuno chiarire che nel caso in cui un immobile dovesse avere più proprietari, entrambi sarebbero tenuti al versamento dell’imposta; nell’eventualità di locazione finanziaria la Tasi sarebbe invece dovuta dal locatario a decorrere dalla data in cui parte il contratto di locazione e per tutta la durata della sua validità; mentre invece per quel che riguarda i fenomeni di detenzione temporanea non superiore ai sei mesi di tempo nel corso di un dato anno, è bene sapere che l’imposta si ritiene attribuibile al possessore dei locali indipendentemente dal fatto che tale proprietà sia sfruttata a mo’ di usufrutto, di uso, abitazione o superficie.

Tasi 2015: quando scade e come si paga

Stabiliti i soggetti che devono ritenersi coinvolti dal raggio d’azione della Tasi 2015, altrettanto importante è fare chiarezza sulle date di scadenza entro le quali regolarsi per il versamento del dovuto. A tal proposito segnaliamo che la prima rata della Tasi 2015 ha una scadenza fissata nella giornata del 16 Giugno 2015, mentre invece la seconda rata scadrà nella giornata del 16 Dicembre prossimo. Ma attenzione perchè ogni Comune ha la facoltà di variare le scadenze stabilite su scala nazionale a sua totale discrezione (in questo caso, però, i cittadini saranno opportunamente avvertiti a tempo debito).

Il pagamento dell’imposta può poi avvenire tramite due modalità, ovvero per mezzo di un apposito modello F24 o in alternativa servendosi di un normale bollettino di conto corrente postale. I contribuenti che dovessero decidere di avvalersi della prima opzione, però, dovrebbero tener conto dei codici tributo da inserire: “3958” per i servizi indivisibili su abitazione e pertinenze affini, “3959” per servizi indivisibili da fabbricati rurali utilizzati per fini strumentali, “3960” per quel che riguarda le aree fabbricabili e “3961” per quanto attiene i servizi indivisibili per altri fabbricati.

Tasi 2015: come si calcola

Ma a quanto ammonta questa famigerata Tasi? La sua determinazione è molto più semplice di quel che si possa pensare, poiché per capire quanto ci ritroveremo a pagare è sufficiente prendere la rendita catastale dell’immobile, rivalutarla al 5% e moltiplicare il risultato che ne vien fuori per un coefficiente X di riferimento. I coefficienti da prendere in considerazione variano a seconda della tipologia di proprietà.

  • Coefficiente 160: fabbricati appartenenti alle categorie catastali A (ad eccezione della A/10), C/2, C/6 e C/7 (abitazioni e pertinenze).
  • Coefficiente 140: fabbricati riconducibili alle categorie catastali B, C/3, C/4 e C/5 (rispettivamente uffici pubblici, magazzini e laboratori).
  • Coefficiente 80: per proprietà assimilabili alle categorie catastali A/10 e D/5 (in parole povere uffici, studi professionali e banche).
  • Coefficiente 60: per il gruppo catastale D ad eccezione del D/5 (a cui fanno capo opifici, alberghi e fabbricati con utilizzo a sfondo agricolo).
  • Coefficiente 55: per l’intera categoria catastale C/1 (i negozi).

Il risultato che si ottiene dalla moltiplicazione del valore precedente per il coefficiente di interesse, va poi ulteriormente moltiplicato per l’aliquota in vigore della Tasi 2015 (il cui ammontare andiamo ad analizzare proprio nel paragrafo che segue).

Tasi 2015: le aliquote

Stabilire le aliquote della Tasi 2015 è un compito che spetta ai Comuni di tutta Italia, anche se per Legge viene precisato che tale limite di discrezionalità ha luogo nella misura dello 0,8 per mille. Ciò vuol dire che i Comuni hanno questo range prestabilito nell’ambito del quale poter fare oscillare le aliquote Tasi, anche se le norme parlano chiaro: per la prima casa non è possibile superar quota 3,3 per mille e per la seconda casa non si può andare oltre la soglia dell’11,4 per mille.

Eppure non tutto il male vien per nuocere. Per quanto non se ne sia parlato più di tanto, infatti, i Comuni hanno un altro potere nelle loro mani che a differenza del precedente (che di fatto, consentendo loro di aumentare le aliquote dell’imposta va a totale sfavore del contribuente) mira invece a rendere più “umana” questa spesa: si tratta delle detrazioni, ovvero di quelle voci in forza delle quali il cittadino colpito dalla Tasi può veder decrescere la quota di imposta a lui spettante sulla base di diversi criteri.

One Response

  1. Italia Salva 16 maggio 2015

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