Pirelli, pronto il ritorno in Borsa: azioni a 6,5€ l’una

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Il prossimo 4 ottobre Pirelli farà il suo debutto a Piazza Affari, e lo farà attraverso un prezzo per azione stabilito in 6.5€. A rendere noti i dettagli dell’ingresso in Borsa dell’azienda, la Marco Polo International Italy e la stessa Pirelli. I primi osservatori però non sono molto soddisfatti di come si sono messe le cose, tanto è vero che previsioni iniziali davano le azioni Pirelli a un prezzo compreso tra 6.3 e 8.3€, per cui i 6.5€ decisi nelle ultime ore battono sostanzialmente la linea del “minimo indispensabile”.

Ad ogni modo, al di là delle scelte che sono state prese e di quelle che si sarebbero potute prendere, quel che è certo è che Pirelli vuol concentrarsi sui pneumatici di fascia alta e diventare così una sorta di marchio d’élite, un marchio capace di contraddistinguersi in un mercato che è sempre più fitto di brand.

La società, alla luce di quella che è la sua situazione attuale e di quelle che vede come sue sfide future, ha messo sul mercato il 35% del proprio capitale, mentre il restante 65% è suddiviso tra ChemChina (45%), Camfin (10%) e LTI (5%). Con l’ingresso in Borsa di Pirelli, ChemChina diventa quindi azionista di maggioranza relativa rispetto al ruolo di azionista di maggioranza assoluta che deteneva prima.

Per quanto riguarda i dividendi, invece, chi ha investito su Pirelli percepirà “la sua parte” dal 2019. I manager, tra cui spicca il CEO Marco Tronchetti Provera, potrebbero riuscire a strappare guadagni record da 130 milioni di euro, mentre i russi di LTI, che in Pirelli avevano investito 500 milioni di euro, potrebbero guadagnarne 400 se si considera che oggi la loro quota di capitale vale 900 milioni (tra l’altro, ai 400 milioni di profitto andranno aggiunti i dividendi maturati nel corso di questi anni)! Stessa cosa vale per ChemChina, che cedendo il 20% della sua quota ha di fatto recuperato due terzi dell’investimento originario.

Quello che si concretizzerà il prossimo 4 ottobre, in ogni caso, non sarà certo il primo ingresso di Pirelli in Borsa. L’azienda infatti era già quotata sui mercati finanziari e ne uscì nel 2015 con una valutazione di 7.5 miliardi di euro. Il che significa che nel corso degli ultimi due anni Pirelli ha bruciato 1 miliardo. E infatti la società non è più quella di prima, tanto che oggi opera con una organizzazione interna profondamente cambiata: il settore che produce gomme per camion, ad esempio, è stato scorporato e continua ad operare nell’ambito di una nuova società (ribattezzata Prometeon).

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