La Shell fa i conti con il petrolio e il suo destino

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Dal momento che il prezzo del petrolio è precipitato nel 2014, la Shell ha trasformato il suo modello di business nella raffinazione del petrolio, offrendo altri prodotti petroliferi raffinati e producendo prodotti petrolchimici. Il gigante petrolifero produrrà ben oltre la benzina per servire altri settori economici in crescita, in particolare in Asia.

Nel continente si fa largo l’idea di un sostituto all’asfalto e quindi la Shell vuole tenersi pronta per questa evenienza. Il colosso petrolifero sarà inoltre pronto a fornire i polimeri e le sostanze chimiche che vengono utilizzate per produrre materie plastiche in uso nei veicoli e in molti altri prodotti, ha dichiarato il capo della produzione di Shell, Lori Ryerkerk, che è responsabile della raffinazione.

La Shell raddoppierà le dimensioni delle sue operazioni chimiche entro la metà del 2020 con numerosi nuovi impianti in arrivo in Louisiana e Pennsylvania che beneficiano dell’accesso al gas prodotto a prezzi bassi. La raffinazione del petrolio farà parte del portafoglio dell’azienda in misura ancora maggiore rispetto agli anni scorsi.

“La raffinazione continuerà a far parte del nostro business per decenni”, ha detto Ryerkerk. Shell prevede che la domanda di benzina raggiungerà probabilmente il suo picco entro il 2030, con i proprietari che passeranno ai veicoli elettrici e che i motori tradizionali diventeranno ancora più efficienti.

Poiché diverse nazioni, tra cui Francia, Regno Unito e forse la Cina, adotteranno delle nuove regole che vieteranno la vendita di benzina e diesel intorno al 2040, le compagnie petrolifere e le case automobilistiche stanno esaminando seriamente le alternative. Il World Oil Outlook annuale appena pubblicato dall’OPEC conferma questa previsione.

Secondo lo studio, il boom delle vendite di veicoli elettrici potrebbe far sì che la domanda globale di petrolio raggiunga il picco fino ad appiattirsi verso la fine del 2030. Con 43.000 stazioni di servizio in 70 paesi, la Shell è il più grande rivenditore al mondo di carburanti. La compagnia vuole prepararsi a costruire nuove stazioni di rifornimento per il prossimo futuro.

I governi considerano i veicoli a celle per combustibile a idrogeno come veicoli a emissioni zero, aggiungendoli insieme ai veicoli elettrici nella lista delle tecnologie accettate mentre prendono piede i divieti sui combustibili fossili.

All’inizio di quest’anno, Shell è entrata a far parte del consiglio globale sull’idrogeno che già comprendeva Toyota, Total SA, Liquide SA e Linde AG. Le aziende investiranno circa 10,7 miliardi di dollari in questo settore nei prossimi cinque anni.

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