La generazione BAT cinese cambierà il futuro della Cina ed influenzerà il mondo

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Trent’anni di politica del figlio unico in Cina hanno causato un aumento considerevole della popolazione anziana e diminuzione di quella giovanile. La legge, diventata obsoleta nel 2015, ha creato una situazione che avrà un impatto significativo sull’economia del paese nei prossimi anni: bambini prettamente urbani a cui fare affidamento per sostenere due genitori anziani e quattro nonni.

Una generazione, denominata BAT, che è cresciuta e sta crescendo in un paese sempre più dominato da giganti della tecnologia come Baidu, Alibaba e Tencent. 430 milioni sono collocati nella classe media, e diventeranno 659 milioni entro il 2030. Oltre ad eclissare le popolazioni degli Stati Uniti, della Germania, del Regno Unito, della Francia, dell’Italia e della Spagna, i mutevoli gusti di questa generazioni avranno un notevole impatto non solo sulla Cina ma sul mondo intero.

Millennials cinesi pieni di soldi, che spendono tanto senza risparmiare nulla. Ma se prima questi soldi spesi erano indirizzati soprattutto verso prodotti di importazioni (laptop Apple o borse Gucci), la tendenza adesso sta cambiando, grazie alla forte crescita dell’economia del paese ed al ritrovato nazionalismo. In quest’ottica diventa logico il progetto Belt & Road, ossia la creazione di una imponente infrastruttura di collegamenti più funzionale nell’Euroasia basata sulle vecchie strade della seta.

Il progetto, con scadenza 2025, mira a modernizzare l’industria del paese, anche se attualmente si è rallentato a causa della guerra dei dazi con gli Stati Uniti, ma è comunque destinato a svolgere un ruolo importante nel prossimo decennio.

Una recente ricerca ha scoperto che i consumatori cinesi classificano i prodotti locali migliori di quelli stranieri in nove categorie su diciassette, tra cui birra, elettronica e persino moda. Nuovi prodotti e scoperte tecnologiche saranno sempre più basate sui desideri e le esigenze della generazione BAT, ancora prima di essere lanciati in tutto il mondo attraverso le nuove connessioni commerciali della Cina.

Già adesso un certo numero di aziende che operano in Cina iniziano a puntare sulla sottocultura ACGN (anime, fumetti, giochi, romanzi) in rapida crescita e molto amata dai millennials cinesi. Si stima che il numero di fan degli anime cinesi è di circa 200 milioni, con previsioni che parlano di un mercato da 76 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni.

Quindi, per continuare ad essere competitivi i marchi internazionali dovranno iniziare a personalizzare i loro prodotti per le peculiarità del mercato cinese, aiutandosi con l’aggiunta di contesti culturali e “cinesi” alle loro offerte.

Ma, man mano che la generazione BAT invecchia, le loro abitudini di spesa inizieranno a cambiare, diventando più pragmatici. Entro il 2030 rappresenteranno circa il 40% della popolazione cinese. Saranno inoltre incaricati di prendere decisioni di acquisto per le loro famiglie: 100 milioni di anziani e 224 milioni di bambini. Avranno redditi disponibili più bassi: quindi niente marchi di lusso e più spesa per la sanità, l’assicurazione e l’istruzione dei loro figli.

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