L’UE dovrebbe sospendere la procedura di infrazione contro l’Italia?

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Per adesso, Bruxelles si astiene dalla procedura disciplinare nei confronti dell’Italia. Almeno queste sono le voci trapelate nelle ultime ore. L’intento è di offrire al Governo di raggiungere un accordo che soddisfi le due parti. La speranza della Commissione europea è che, nel frattempo, la coalizione gialloverde riveda i suoi piani di spesa, evitando il procedimento.

In aperta violazione delle regole stabilite dall’UE, il debito pubblico italiano, il secondo più alto nella zona euro, è cresciuto nell’ultimo anno. Per questo motivo, la Commissione ha avviato un processo disciplinare che poteva portare a delle sanzioni. Sarebbe stato un evento unico, considerando che mai a nessun Paese membro è stata comminata una multa per aver superato i limiti di spesa.

Se da un lato tutto verrà messo per adesso in naftalina, gli investitori continuano a manifestare timore sul debito italiano e sulla posizione del Paese nell’Eurozona.

Il premier Giuseppe Conte è intenzionato a far rispettare la regole per evitare la procedura di infrazione, così come il ministro dell’Economia Giovanni Tria, il quale sta cercando di trovare la chiave giusta per scongiurare del tutto la procedura disciplinare. L’intento è di reperire 5,2 miliardi di euro per mitigare la posizione finanziaria. “Dobbiamo assolutamente evitare la procedura d’infrazione”, ha affermato Conte durante il vertice di venerdì dei leader europei a Bruxelles. “La situazione è delicata, ma confido nel fair play di tutti i rappresentanti seduti al tavolo. Sono convinto che è possibile trovare una soluzione”.

Tria risponderà alla Commissione europea questa settimana, la quale avrà tempo fino ai primi giorni di luglio per riferire ai vari ministri dei Paesi membri se intende o meno avviare la procedura d’infrazione. Ma il momento chiave sarà mercoledì, quando il Governo presenterà un piano di revisione della spesa pubblica al Parlamento.

Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione responsabile per la stabilità finanziaria, è stato chiaro: “Il Governo italiano deve correggere in modo sostanziale la traiettoria fiscale per rimettere in carreggiata le finanze del Paese. Entro il 2020, il debito pubblico italiano salirà al 135% del PIL, mentre il deficit oltrepasserà i limiti imposti dall’Unione Europea”.

Non sarà facile per il Governo italiano trovare l’equilibrio giusto per dare vita ad una manovra correttiva. Il fronte si è diviso in chi vuole ottemperare alle richieste di Bruxelles (Conte e Tria) con chi invece si mostra particolarmente intransigente (Salvini). Queste tensioni vengono mal viste in seno all’UE, con Salvini che potrebbe far cadere il Governo e costringere l’Italia a nuove elezioni, in cui la Lega potrebbe trionfare.

Il vicepremier leghista sta portando avanti la sua campagna chiamata Flat tax, chiedendo 10-15 miliardi di euro di tagli fiscali per rilanciare l’economia stagnante dell’Italia. “L’opinione di un gruppo di burocrati non ci interessa”, ha dichiarato Salvini. “Quello che ci preme è tagliare le tasse a lavoratori e famiglie. Il futuro dei nostri bambini e dell’Italia va al di là di qualsiasi vincolo”.

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