Brexit, BCE teme che le imprese non siano preparate in caso di non accordo

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Molte banche che hanno la loro sede a Londra stanno espandendo le loro operazioni in Europa in modo da continuare a fare affari anche dopo la Brexit. Questi piani d’azione sono stati concordati con la BCE. Ciononostante, le attività trasferite dalle banche londinesi, insieme a personale e funzioni importanti, sono state meno rispetto alle aspettative della BCE, la quale si aspetta che, da adesso in poi, si verifichi una certa accelerazione.

La Banca Centrale ha inoltre sottolineato che i piani di emergenza per uno scenario di non negoziazione dovevano essere pienamente attuati, compresi i preparativi per una situazione in cui le attività del Regno Unito non sono più coperte dalle norme UE.

Per quanto riguarda il personale, la BCE ha messo in guardia le banche del Regno Unito: evitare scappatoie per spostate il proprio personale utilizzando schemi “creativi” come il “doppio hatting”, il quale prevede la stipula di due contratti separati a favore di un dipendente, uno per quando si trova nel Regno Unito e uno per quando si trova all’interno dell’UE. Questa modalità andrebbe utilizzata soltanto in circostanze eccezionali e situazioni giustificabili.

Purtroppo, in uno scenario senza accordi, le banche si ritroverebbero in un buco nero legale, il che significa che non sarebbero in grado di continuare a svolgere alcune delle loro attività nell’Eurozona. Mentre Bruxelles si è impegnata a fare tutto il possibile per evitare un completo tracollo finanziario, il suo piano di emergenza è solo una soluzione a breve termine progettata per proteggere i propri interessi e non quelli di Londra.

Boris Johnson, primo ministro inglese, ha ribadito che non ci saranno proroghe: il 31 ottobre il Regno Unito uscirà ufficialmente dall’Unione Europea, con o senza accordo.

Il primo ministro conservatore Boris Johnson ha promesso agli elettori di consegnare la Brexit alla fine di ottobre con o senza un accordo, chiedendo a Bruxelles di eliminare parti del patto di divorzio esistente relativo al confine irlandese e di concordare di elaborare un nuovo accordo. Ma l’UE insiste sul fatto che i termini legali dell’accordo non possono essere riscritti, alimentando i timori tra i mercati finanziari che il Regno Unito si stia dirigendo verso un disordinato e aspro divorzio.

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