La Spagna teme di cadere nella stessa trappola (economica) dell’Italia

La Spagna ha trascorso gli anni successivi al crollo finanziario globale cercando di assomigliare molto meno all’Italia, l’anello più debole dell’economia dell’Eurozona. Poi è arrivato il coronavirus.

La pandemia ha fatto precipitare la Spagna nella recessione più profonda e ha lacerato le sue finanze pubbliche. La risposta economica abbastanza frammentaria da parte del governo di minoranza guidato dal primo ministro socialista Pedro Sanchez minaccia di spingere l’economia nella stessa trappola in cui si trova l’Italia: crescita lenta e debito ostinatamente alto.

In tutto il paese, l’angoscia per il futuro ossessiona le aziende. La percentuale delle piccole imprese preoccupate di non riuscire a trattenere il personale e a coprire i prestiti è più alta che in Germania, Francia e Italia.

Gli economisti affermano che la Spagna ha bisogno di rivedere il suo travagliato mercato del lavoro, che per anni è stato afflitto da uno dei tassi di disoccupazione più alti d’Europa. Chiedono cambiamenti per rendere più facile alle aziende crescere e assumere più dipendenti. Il Paese possiede alcune delle aziende più piccole della regione, diventate adesso finanziariamente vulnerabili e incapaci di resistere allo shock pandemico.

Pablo Hernandez de Cos, membro nel Consiglio direttivo della BCE, ha dichiarato: “C’è un’impellente necessità di definire l’ambizioso programma di riforme strutturali”.

Sia la Spagna che l’Italia riceveranno un forte impulso fiscale a partire dal prossimo anno, quando l’Unione europea inizierà a convogliare miliardi di euro in fondi agli Stati membri come parte di uno storico pacchetto di aiuti concordato quest’anno. Le due economie saranno le maggiori beneficiarie.

D’altra parte, però, mostrano una comprovata esperienza di non spendere efficacemente i fondi dell’UE. In Spagna, ciò ha spinto economisti e imprenditori a fare pressioni affinchè i funzionari elaborino piani più dettagliati per garantire che lo stimolo produca un impatto significativo a lungo termine.

Gli investitori stanno prendendo atto delle prospettive difficili. Il divario tra i rendimenti obbligazionari spagnoli e italiani si è ridotto quest’anno e l’indice azionario di riferimento della Spagna ha sottoperformato rispetto ai principali Paesi dell’Eurozona.

Oltre ad affrontare i problemi a lungo termine, il premier Sanchez deve affrontare la sfida più immediata: tirare fuori l’economia dal buco profondo in cui è precipitata. Si prevede che quest’anno si ridurrà del 12% e recupererà appena la metà della perdita nel 2021. Il debito sta aumentando e la disoccupazione dovrebbe attestarsi intorno al 20% per almeno i prossimi due anni.

Nonostante i problemi, le prospettive a medio termine di Madrid rimangono meno fosche di quelle di Roma. Il rapporto debito / PIL dell’Italia è molto più alto e la sua economia era a malapena in espansione anche prima della pandemia. La produttività pro capite dell’Italia (motore cruciale della crescita) dovrebbe rimanere al di sotto di quella della Spagna a fine pandemia. L’aspettativa di espansione nel 2021 è intorno all’11%, più alta di quella del 9% prevista dalla BCE.

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