Aumenta disoccupazione e mobilità: +31% rispetto al 2012

Eccoci di nuovo alla fine dell’anno pronti a tirare le somme di questo 2013, l’anno che stando alle parole di molti esponenti del mondo finanziario e politico, sarebbe dovuto essere quello della tanto attesa ripresa economica. Ma, per l’ennesima volta, si è trattato solo ed esclusivamente di parole gettate al vento. L’Italia va a rotoli e il resto dell’Europa non è che se la passi tanto meglio. Anche la Germania ha dato più di un segnale preoccupante con un’economia che non cresce più come prima. Non se la passa meglio la Francia e tantomeno la Spagna dove la disoccupazione dilagante è una vera e propria piaga sociale. Della Grecia ormai i media non parlano più ma li più che parlare di disoccupazione dovremmo parlare di povertà visto che per parte della popolazione mancano anche i beni di prima necessità.

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Ma, nel nostro piccolo, vediamo di preoccuparci della nostra situazione rimanendo nei confini italiani. Ed ecco che l’osservatorio dell’Inps ci snocciola li 2 dati a dir poco “raccapriccianti”: da Gennaio ad Ottobre del 2013 le domande di disoccupazione e di mobilità sono cresciute del 31%.

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Spagna: quotazioni degli immobili a rischio

Come tutti ben sappiamo la Spagna ha subito un calo delle quotazioni del valore degli immobili negli ultimi anni. Il calo si è andato intensificando negli ultimi mesi con l’aggravarsi della crisi economica. Nel complesso si stima che i prezzi delle case siano scesi del 26% dal picco del 2007 ma con un andamento che segnala una brusca accellerazione del trend. Se la situazione non dovesse migliorare è prevedibile che il calo sia decisamente più corposo di quanto ci si possa immaginare. Ciò dipenderà da come verrà affrontata la questione della crisi delle banche perchè una parte rilevante degli immobili si trova proprio in mano agli istituti di credito in seguito ai pignoramenti dei clienti che sono risultati insoluti negli ultimi anni. Fino ad oggi le banche hanno deciso di non immettere gli immobili sul mercato per evitare un crollo delle quotazioni.

Ma cosa succederà quando saranno costrette a farlo? In sostanza fino ad oggi gli istituti di credito hanno evitato di mettere sul mercato tutti i beni immobili pignorati per evitare un tracollo stile Irlanda ma è evidente che in seguito agli aiuti finanziari richiesti prima o poi saranno costrette a disfarsene.

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