Conti deposito: la media dei versamenti è di 19 mila euro

Torniamo a parlare di conti deposito grazie ad uno studio diffuso da facile.it che ha rilevato un interesse crescente degli italiani verso questo strumento. Secondo molti risparmiatori, infatti, i conti deposito sarebbero più redditizi di un conto normale, ma molto meno rischiosi di un investimento finanziario classico (azioni, obbligazioni o cds). Quello che più sorprende, però, è che la somma che mediamente viene impiegata in questo strumento è piuttosto alta: parliamo di 19 mila euro da vincolare per un periodo di 15 mesi. Un dato che va al di la delle aspettative visto che da sempre i conti deposito sono visti come uno strumento adatto solo ai piccoli risparmiatori. Oggi, invece, complice la crisi economica e la paura diffusa dei mercati finanziari anche chi dispone di somme un po più elevate finisce con l’optare per uno strumento più sicuro dove il capitale sia garantito.

Secondo Lorenzo Bacca, responsabile dei prodotti finanziari di Facile.it, “in una fase in cui ottenere un prestito o un mutuo è sempre più difficile la concorrenza tra gli operatori si gioca sul terreno degli strumenti di raccolta. Il risultato è che, pur di ribilanciare i loro assetti patrimoniali, le banche offrono prodotti il cui rendimento netto può raggiungere anche il 4%, per somme vincolate per almeno 12 mesi. E il 4%, è bene ricordarlo, è un valore superiore a quello dell’inflazione“.

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Q8easy: stazioni di servizio intelligenti e convenienti

Continuiamo a parlare di carburanti e di come sia possibile risparmiare scegliendo con cura dove fare rifornimento. Oggi segnialiamo l’iniziativa dei distributori Q8 che hanno lanciato l’iniziativa Q8easy, ossia una nuova linea di distributori di carburanti totalmente automatizzati in grado di ottimizzare l’efficienza energetica e di offrire prezzi estremamente conveneinti sia per la benzina che per il gasolio. In sostanza i nuovi distributori Q8easy sono dei perenni self service dove è possibile fare rifornimento a prezzi particolarmente convenienti proprio perchè totalmente automatizzati e ottimizzati dal punto di vista energetico permettendo così di risparmiare e di inquinare meno l’ambiente che ci circonda.

Grazie ad un attento lavoro di tecnologia e ricerca, la compagnia petrolifera Q8, offre un nuovo modo di fare rifornimento con tutta una serie di servizi sempre più convenienti grazie ad una efficiente gestione in termini di risorse e di sviluppo sostenibile. Parte integrante dell’iniziativa è il progetto z.e.r.o, Zero Emissioni su Rete stradale Ordinaria, promosso da Kuwait Petroleum Italia sui suoi impianti Q8easy. Il progetto Z.E.R.O consiste in una serie di misure ed indicazioni di efficienza energetica, che permettono di ridurre l’impatto ambientale delle attività del punto vendita rispetto a quanto non faccia un normale distributore di carburanti. Insomma ogni qual volta si fa rifornimento in un distributore Q8Easy si contribuisce ad inquinare meno l’ambiente.

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La Merkel fa la voce grossa in Europa

Ancora una brutta uscita, a mio avviso, quella della Merkel che in queste ultime ore avrebbe dichiarato che in Europa “non ci sara’ solidarieta’ senza controlli“. Partendo dal presupposto che il concetto di fondo sarebbe anche giusto, ossia quello di imporre delle regole comuni per evitare che i paesi più spendaccioni creino dei danni a quelli più attenti e virtuosi, ma è la metodologia con la quale viene applicato che proprio non mi piace. Così come non mi piace l’arroganza del leader tedesco che continua ad attribuire agli altri responsabilità che appartengono anche alla Germania. Se, da un lato, l’Europa deve essere unita sulla falsa riga degli Stati Uniti non si può pensare che un paese possa essere lasciato allo sbando come successo con la Grecia. E’ come se la California (che di fatto sarebbe tecnicamente fallita perchè sommersa di debiti) venisse lasciata al suo destino o, ancora peggio, si paventasse una sua uscita dal dollaro.

In tutto questo la Merkel ha le sue responsabilità così come le hanno gran parte dei vertici politici ed economici del paese. Secondo il cancelliere tedesco “le forze della Germania non sono infinite e noi come l’Europa affrontiamo una competizione mondiale che dobbiamo vincere per mantenere il nostro benessere. Questo e’ cio’ che mi guida e per questo, si debbono cambiare alcune cose, anche con durezza, in Europa“.

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Spagna sull’orlo del baratro

In questi ultimi giorni i media hanno parlato (troppo) poco delle notizie relative agli scontri avvenuti in Spagna in seguito alle decisioni del governo di attuare una politica di forte …

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Lavoro: un giovane su 2 è precario

Ancora brutte notizie dal fronte dell’occupazione in Italia. Secondo l’ultimo rapporto diffuso dall’Ocse, infatti, ben 1 giovane su 2 è precario e ben il 36,2% dei giovani è disoccupato, ossia non studia e non lavora. Questi dati sono estremamente allarmanti perchè ci indicano, ancora una volta, che stiamo correndo il rischio di creare una generazione di ragazzi senza futuro, ossia di giovani che non avranno le stesse possibilità di crescita (in termine di benessere sociale) dei propri genitori. Oggi molti giovani hanno un lavoro (quando ce l’hanno) che non consente loro di essere indipendenti e di guardare al futuro con ottimismo. Non a caso sono diminuite drasticamente il numero di giovani coppie che si appresta ad acquistare un immobile così come si è alzata drasticamente l’età media in cui ci si stacca dalla famiglia di origine.

Per comprendere meglio questo fenomeno è importante sapere che il tasso di disoccupazione giovanile è passato dal 21,6% del 2007 al 36,2% di oggi mentre il saggio di disoccupazione di lungo periodo (oltre 12 mesi) è passato dall’8% al 15,8%. Si tratta di dati disarmanti che testimoniano il declino del nostro mercato del lavoro, un mercato che penalizza sempre di più le nuove leve.

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Mercato immobiliare a rischio per i prossimi 2 anni

Ne avevamo già parlato ad inizio anno dicendo che il 2012 sarebbe stato molto difficile per il settore immobiliare italiano. Ad oggi, analizzando anche gli ultimi dati del settore, possiamo dire di averci preso e che, anzi, la crisi sarà più pesante di quello che avevamo preventivato. Secondo le nostre stime, infatti, il peggio sarebbe dovuto arrivare tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013 per poi dare inizio ad una ripresa già a partire dal secondo trimestre del prossimo anno. Ora sembra che le prospettive siano ancora di altri 2 anni di sofferenze fatte di un mercato immobiliare in calo dove a farla da padroni saranno solo ed esclusivamente gli squali in cerca di ghiotti affari.

Insomma per i prossimi 12-24 mesi le famiglie potrebbero essere definitivamente tagliate fuori dal mercato immobiliare con il rischio di dare vita ad un vero e proprio tracollo per l’intero settore. Se fino ad oggi i prezzi delle case hanno retto (si stima che dal 2008 le quotazioni degli immobili in Italia siano calate del 7,7% con punte di oltre il 20%) non è detto che ciò sia possibile per i prossimi mesi.

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