UE garantisce fino a 100 miliardi di aiuti alla Spagna

Ancora una volta ci avevamo indovinato: la Spagna ha chiesto aiuto all’Europa, ufficialmente, per salvare le proprie banche. Sabato il ministro delle Finanze spagnolo, Luis de Guindos, ha detto in una conferenza stampa che l’Unione europea concederà un prestito alla Spagna per un ammontare complessivo di circa 100 miliardi di euro che il governo poi girrerà alle banche che hanno bisogno di ricapitalizzarsi. I ministri delle finanze dell’eurozona, riunitisi per l’occasione, hanno accolto con favore il passo spagnolo perchè aspettare avrebbe significato solamente aumentare la necessità di fondi più cospicui. Tuttavia c’è ben poco da essere contenti di tutto ciò. Non bisogna dimenticarsi, infatti, che la Spagna è la quarta economia dell’eurozona, cosa che dimostra, ancora una volta, come la crisi si stia via via espandendo a paesi sempre più grandi. Insomma la domanda che viene spontaneo porsi è: a chi toccherà dopo la Spagna?

Purtroppo la risposta a questa domanda è alquanto ovvia perchè se ci sarà un’altro paese costretto a chiedere aiuti quello sarà proprio il nostro. Comunque, non volendo  fare i catastrofisti anticipando i tempi, torniamo a parlare della Spagna e degli aiuti chiesti all’Europa.

Per prima cosa c’è da dire che sia la Spagna che l’FMI ssostengono che il paese ha bisogno di una cifra di circa 40 miliardi di euro ma l’Europa si è detta di essere pronta a garantire fino ad un massimo di 100 miliardi di euro. Il perchè di questa discrepanza non ci è dato saperlo. Quello che viene più logico ipotizzare è che i 40 miliardi di cui si è parlato in questi giorni non siano sufficienti a coprire le problematiche spagnole.

C’è da sottolineare, e questa è una nota importante, che l’FMI non entrerà in merito al prestito, ma fornirà solo una sorta di consulenza realizzando delle relazioni periodiche circa gli effetti degli aiuti finanziari sul sistema creditizio del paese. Inoltre c’è da sottolineare che alla Spagna non è stata chiesta nessuna misura aggiuntiva di austerità.

Una profonda differenza di quanto accaduto fino ad ora con Grecia, Portogallo e Irlanda ma, d’altronde, era impensabile che sulla Spagna si potessero attuare le stesse pressioni che si sono potute mettere in atto con gli altri stati. Ma, forse, neanche la Germania voleva giocare troppo con il fuoco visto che correre il rischio di ripetere il “caso Grecia” con la quarta economia dell’eurozona sarebbe stato davvero troppo rischioso.

Infine vogliamo aggiungere solo una breve nota. Anche sulla Germania, probabilmente, avevamo ragione: i tedeschi stanno cercando di tirare la corda per avvantagiare la propria economia in questo contesto ma prima che la corda si spezzi tornano velocemente sui propri passi. Queste le parole del Ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble: “La Spagna è sulla strada giusta e la Germania, così come gli altri paesi e le istituzioni della zona euro, e probabilmente il FMI, seguirà da vicino la Spagna nei suoi sforzi per ristrutturare il settore bancario“.

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